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Pietravairano, frammento di sarcofago romano scoperto nel muro di un ristorante

Pietravairano  – Un frammento di epoca romana, rimasto per anni nascosto nella muratura di un ristorante, è stato individuato dai Carabinieri nel corso di un’attività di controllo mirata sul territorio.

L’episodio si è verificato nella mattinata del 16 aprile 2026, quando i militari della Stazione di Vairano Scalo hanno condotto un’ispezione presso un esercizio situato lungo la SS Annunziata. Al termine degli accertamenti, un imprenditore locale è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per presunte violazioni delle norme a tutela dei beni culturali.

Il ritrovamento durante l’ispezione

L’intervento è stato eseguito con il supporto tecnico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e sotto il coordinamento del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Napoli.

Nel corso della verifica, i militari hanno individuato un elemento di particolare interesse archeologico alla base di una fontana in muratura collocata sulla facciata del ristorante: si tratta di una porzione di sarcofago in calcare risalente all’età romana imperiale.

Un reperto di valore storico

Il frammento, di circa 60 per 40 centimetri, corrisponde alla parte inferiore sinistra del manufatto ed è decorato con un bassorilievo raffigurante una scena di combattimento. Gli esperti ne evidenziano il rilevante valore storico e culturale.

La presenza del reperto, sebbene accompagnata da indicazioni sulla possibile provenienza lecita, ha reso necessari approfondimenti da parte delle autorità competenti.

Sequestro e custodia sul posto

Il manufatto è stato sottoposto a sequestro. Tuttavia, per evitare possibili danni sia al reperto sia alla struttura che lo ingloba, non è stato rimosso. Il bene è stato quindi lasciato in loco e affidato in custodia giudiziaria al proprietario dell’immobile.
L’Autorità Giudiziaria è stata informata e valuterà gli sviluppi dell’indagine, avviata dai Carabinieri nell’ambito delle attività di tutela del patrimonio culturale.

Bisca clandestina scoperta a Casapesenna: denunciate 26 persone, sequestrati 45mila euro

Caserta– Un’operazione coordinata dei carabinieri della compagnia di Casal di Principe ha portato al sequestro di una bisca clandestina a Casapesenna e alla denuncia di 26 persone. L’intervento, condotto nella notte tra giovedì e venerdì, rientra in una strategia più ampia di controllo del territorio nei comuni dell’agro aversano.

Il servizio ha coinvolto 100 militari dislocati nei territori di Casapesenna, Villa Literno, Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa, con particolare attenzione ai circoli illegali storicamente utilizzati dalla criminalità organizzata per attività di riciclaggio e consolidamento del controllo territoriale.

Nel corso dei controlli, i carabinieri hanno individuato il locale in piazza Petrillo, dove erano in corso sessioni di gioco d’azzardo organizzate per l’intera notte. Al termine dell’ispezione, sono stati denunciati 26 soggetti per esercizio illegale di gioco. Tra questi, un 28enne già noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti, individuato come gestore effettivo del circolo.
Il sequestro ha riguardato 15 mazzi di carte napoletane, tre mazzi di poker, una valigetta con fiches e dadi, documentazione contabile e circa 45mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

Kevin De Bruyne: «Sto bene, ora servono altre vittorie per arrivare in Champions»

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Napoli – È tornato prima del previsto e ora vuole essere protagonista nel finale di stagione. Kevin De Bruyne si lascia alle spalle l’infortunio e guarda con ottimismo alla corsa europea del SSC Napoli.

Intervenuto ai microfoni di Radio Crc, il centrocampista belga ha fatto il punto sul momento della squadra e sulle prospettive per il finale di campionato.

“Abbiamo conquistato molti punti nelle ultime partite, anche se non siamo riusciti a prendere i tre punti a Parma”, spiega. “Da quando sono tornato sento qualcosa di diverso: l’atmosfera è più positiva. C’è stato un periodo difficile, ma abbiamo reagito. Ora dobbiamo continuare a vincere se vogliamo qualificarci alla prossima Champions League”.

Il fantasista ex Manchester City sottolinea anche la soddisfazione per il recupero dopo il lungo stop. “Mi sento bene, sono tornato prima del previsto. A inizio stagione avevo giocato molte partite, poi è arrivato l’infortunio. Adesso sto facendo bene e sono davvero felice”.

Il confronto tra Serie A e Premier

Nel suo intervento, De Bruyne si è soffermato anche sulle differenze tra il calcio italiano e quello inglese.

“La Serie A è molto diversa dalla Premier League”, osserva. “Anche quando giocavo al City tante squadre ci affrontavano con il blocco basso perché era difficile pressarci. Quando succede devi trovare gli spazi giusti e purtroppo contro il Parma non ci siamo riusciti”.

Secondo il centrocampista belga la principale differenza riguarda il ritmo e l’approccio tattico: “In Italia molte squadre giocano in modo simile e spesso si annullano a vicenda. In Inghilterra invece trovi stili molto diversi: squadre che giocano uomo contro uomo, altre che difendono basse o che pressano alto. Qui invece si vedono spesso moduli con la difesa a cinque, come il 5-3-2 o il 5-4-1”.

L’impatto con Napoli

Infine De Bruyne ha parlato dell’ambientamento nello spogliatoio azzurro. “Ho trovato un gruppo eccellente e sono rimasto sorpreso dalla qualità dei giocatori. Arrivavo da una squadra che conoscevo molto bene e non era semplice cambiare, ma qui mi hanno accolto benissimo e mi sono sentito subito parte del gruppo”.

Sulle etichette e sui soprannomi, come quello dei presunti “Fab Four”, il belga preferisce restare concentrato sul campo: “Non mi interessano i nomi. A volte intorno alla squadra c’è troppo rumore. Quello che conta è che in campo c’è tanta qualità: questi giocatori hanno fatto bene in passato, stanno facendo bene anche ora e mi hanno aiutato a migliorare”

Domenico, il 28 aprile gli esami peritali sui due cuori: si allarga il fronte degli accertamenti

Napoli – Si amplia il perimetro degli accertamenti tecnici disposti nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un delicato percorso clinico. Il gip di Napoli Mariano Sorrentino ha accolto la richiesta presentata il 13 aprile dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, disponendo che tra i reperti biologici oggetto dell’incidente probatorio venga inserito anche il cuore malato del bimbo.

La decisione segna un passaggio rilevante nell’attività istruttoria, perché consente al collegio dei periti nominati dal giudice di effettuare un’analisi comparativa più ampia. Non saranno dunque esaminati soltanto il cuore trapiantato e le condizioni in cui l’organo sarebbe arrivato a Napoli, ma anche il cuore originario del piccolo paziente, così da ricostruire con maggiore precisione il quadro clinico complessivo.

L’incidente probatorio

Al centro dell’inchiesta c’è il trapianto eseguito sul piccolo Domenico dopo il trasferimento di un cuore proveniente da Bolzano e destinato a Napoli il 23 dicembre scorso. Secondo quanto emerso negli atti richiamati dalla famiglia, l’organo sarebbe stato esposto a temperature molto basse durante il trasporto, circostanza che rappresenta uno dei punti principali su cui si stanno concentrando le verifiche tecniche.

Quel cuore era stato poi impiantato nel tentativo di offrire al bambino una possibilità di cura. Domenico, però, è morto il 21 febbraio al Monaldi. Da quel momento la vicenda ha assunto anche un rilievo giudiziario, con l’apertura di un approfondimento finalizzato a chiarire ogni fase della catena sanitaria e logistica che ha preceduto il trapianto.

Nuovi accertamenti anche sul cuore originario del bimbo

Le operazioni peritali sono state fissate per il 28 aprile presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. Sarà in quella sede che il collegio incaricato dal giudice procederà agli accertamenti sui reperti, con l’obiettivo di acquisire elementi tecnici utilizzabili già in questa fase dell’inchiesta e, se necessario, anche in un eventuale successivo dibattimento.
L’inserimento del cuore malato tra i materiali da esaminare viene letto come un passaggio importante dalla famiglia del bambino, che chiede da tempo un accertamento completo e rigoroso. La comparazione tra i due cuori potrebbe infatti aiutare a distinguere il peso delle pregresse condizioni cliniche da eventuali criticità sopravvenute nel percorso che ha portato al trapianto.

I nodi dell’inchiesta

L’attenzione degli investigatori e dei consulenti si concentra su più livelli. Da un lato ci sono le condizioni dell’organo trasportato da Bolzano a Napoli e la tenuta della catena di conservazione; dall’altro ci sono le valutazioni mediche, i protocolli adottati e la compatibilità tra la situazione clinica del piccolo paziente e l’intervento effettuato.
In questa fase, però, resta fondamentale il principio di cautela: gli accertamenti dovranno stabilire se vi siano state criticità rilevanti e quale eventuale incidenza abbiano avuto sul decesso del bambino. Proprio per questo l’incidente probatorio assume un valore centrale, perché serve a cristallizzare elementi tecnici in modo anticipato e con garanzie per tutte le parti coinvolte.

Le polemiche nate dal caso

Attorno alla vicenda si è sviluppato un forte dibattito pubblico, alimentato dal dolore della famiglia e dagli interrogativi sulla gestione del trasporto dell’organo. Le polemiche si sono concentrate soprattutto sulla possibilità che il cuore destinato al trapianto possa aver subito un danneggiamento prima dell’impianto, oltre che sulla necessità di chiarire se tutte le procedure siano state rispettate in modo corretto.

Nel confronto pubblico sono emerse anche richieste di maggiore trasparenza sui protocolli relativi al trasferimento degli organi e sulla comunicazione con i familiari nei casi clinici più complessi. Un terreno particolarmente delicato, sul quale la magistratura è chiamata ora a fare chiarezza attraverso valutazioni tecniche e documentali, evitando letture affrettate o conclusioni premature.

L’attesa della famiglia

Per i familiari di Domenico, la decisione del gip rappresenta un primo risultato sul piano dell’accertamento della verità. La scelta di estendere le analisi anche al cuore malato del bambino viene considerata utile per ricostruire in modo più completo l’intera vicenda, senza limitarsi a un solo segmento del caso.

L’esito degli accertamenti del 28 aprile potrà quindi offrire indicazioni importanti non solo sul piano giudiziario, ma anche per chiarire i molti dubbi che hanno accompagnato la storia del piccolo Domenico. Fino ad allora, il caso resta aperto e affidato alle verifiche dei periti, chiamati a fare luce su uno dei passaggi più discussi dell’intera vicenda.

Taxi in piazza contro la ZTL di via Morelli: sit-in il 25 aprile a piazza dei Martiri

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Un sit-in per protestare contro la riattivazione della Zona a traffico limitato in via Morelli, ma anche per chiedere un piano traffico più efficace e denunciare l’impatto del caro carburante sul lavoro quotidiano dei tassisti. È la mobilitazione annunciata per il 25 aprile dal Comitato Tassisti di Base insieme al Movimento Consumatori Napoli.

La manifestazione si terrà presso il posteggio taxi di piazza dei Martiri, nel cuore di Chiaia, dove i promotori dell’iniziativa intendono richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulle difficoltà che, a loro avviso, alcune recenti scelte in materia di viabilità stanno creando alla categoria.

Al centro della protesta c’è in particolare la riattivazione della ZTL in via Morelli, misura che secondo i tassisti rischia di complicare ulteriormente la circolazione in una zona già fortemente congestionata. Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale di definire un piano traffico ritenuto più adeguato alle esigenze della mobilità cittadina e del servizio pubblico non di linea.

Tra i temi sollevati anche l’aumento del costo dei carburanti, che negli ultimi mesi – sottolineano i promotori – ha inciso in maniera significativa sui costi di gestione dei taxi, riducendo i margini di guadagno degli operatori del settore.

Gli organizzatori tengono comunque a precisare che la protesta non avrà ripercussioni sul servizio per i cittadini. Durante lo svolgimento del sit-in, infatti, il servizio taxi sarà regolarmente garantito su tutto il territorio cittadino.

Mare, Protocollo Ami-Anmi: tutela e valorizzazione dell’ambiente e dell’identità

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Roma – Non solo plastica in fondo al mare, ma anche valori, storie e tradizioni da recuperare per non affondare nell’oblio. È questo il doppio binario su cui viaggerà il nuovo protocollo d’intesa siglato stamattina tra l’Associazione Mare Italia (Ami) e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (Anmi). Un accordo triennale che unisce, come in una perfetta manovra d’ormeggio, la tutela degli ecosistemi marini e costieri con la difesa dell’identità marittima italiana, delle sue tradizioni e dei valori morali della Marina Militare.

Il documento, sottoscritto dal presidente di Ami Alessandro Botti e dall’ammiraglio Pierluigi Rosati, presidente dell’Anmi, non è una semplice dichiarazione d’intenti. L’obiettivo è operativo: promuovere iniziative congiunte per rafforzare la cultura del mare e il rispetto dell’ambiente, con un’attenzione particolare ai giovani e agli studenti. Tra le azioni previste, spiccano la collaborazione alla “Settimana Verde Ami”, l’organizzazione di eventi commemorativi, conferenze e persino la partecipazione a bandi nazionali ed europei.

“Questa firma segna un momento di crescita e sviluppo – ha commentato a caldo Botti –. La collaborazione con l’Anmi era già iniziata, ma d’ora in poi la formazione dei ragazzi sarà a 360 gradi: al monitoraggio ecologico aggiungeremo la storia della marineria e principi di ecologia più sani”.

Dello stesso avviso l’ammiraglio Rosati, che non usa mezzi termini: “La tutela e il rispetto del mare sono un ‘must’. Con Ami abbiamo una comunità di idee. Noi abbiamo 430 gruppi sparsi in tutta Italia: lavorando insieme daremo ai giovani una visione ben diversa”. Un patto, insomma, che promette di navigare a gonfie vele tra ambiente e memoria.

Italia all’avanguardia in sperimentazione biopharma in orbita: Schillaci visita polo napoletano Space Factory

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Napoli – Il Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, ha visitato oggi la sede del Gruppo Space Factory a Napoli, in Via E. Gianturco 31, riconoscendo il ruolo strategico dell’azienda campana nel panorama nazionale e internazionale della sperimentazione biopharma e life-sciences in ambiente orbitale.

Il Gruppo Space Factory, con sede su una superficie di 3.000 metri quadrati tra laboratori, uffici e aree espositive, è specializzato nella progettazione e nello sviluppo di tecnologie avanzate per il rientro di piattaforme dallo spazio e per la conduzione di esperimenti scientifici in orbita tramite i propri minilaboratori intelligenti, i cosiddetti MiniLab.

Un track record consolidato

Tra il 2021 e il 2024 il Gruppo ha portato a termine con successo cinque missioni spaziali: quattro di carattere scientifico, condotte a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con il MiniLab 1.0, e una missione suborbitale di certificazione del sistema di protezione termica IRENE®, denominata MIFE, finanziata con fondi GSTP di ESA/ASI e coordinata dal Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (CIRA).

Le missioni scientifiche hanno approfondito due filoni di ricerca ad alto impatto sulla salute umana: la prevenzione dell’osteoporosi, con le missioni ReADI-FP e ReADI-SP, e la fertilità femminile, con le missioni OVOSPACE e ORION.

Otto nuove missioni in sei mesi

Il prossimo semestre segnerà un’ulteriore accelerazione: il Gruppo prevede il lancio di otto nuove missioni scientifiche e biopharma. La prima, ORION 2, finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana e co-sponsorizzata dall’Austrian Drug Screening Institute (ADSI), è in calendario per maggio 2026.

Seguirà la missione Space Slime ad agosto, mentre a febbraio 2027 è atteso il lancio di IREOS-0, prima missione del programma di microsatelliti IRENESAT-ORBITAL, dotata di capacità di rientro autonomo e controllato dallo spazio — un sistema attualmente unico al mondo.

A bordo di IREOS-0 saranno installati due minilaboratori di nuova generazione, MiniLab 3.0, finanziati dall’ASI, destinati agli esperimenti di life-sciences ASTROGUT e GAIA. Alla missione parteciperanno anche aziende farmaceutiche italiane, tra cui Damor S.p.A., interessate a testare nuovi protocolli terapeutici in ambiente orbitale, consolidando la leadership dell’Italia — e della Campania in particolare — nella sperimentazione biopharma in orbita.

La voce del fondatore

«La visita di oggi del Ministro Schillaci conferma che il percorso intrapreso da Space Factory è quello giusto», ha dichiarato Norberto Salza, Founder del Gruppo. «La sperimentazione biopharma nello spazio, fino a pochi anni fa attività di frontiera, è oggi uno dei settori più promettenti dell’economia dell’orbita bassa. Accedervi a costi contenuti attraverso minilaboratori intelligenti imbarcabili anche su microsatelliti rappresenta una linea di sviluppo scientifico e industriale imprescindibile, con ricadute concrete sulla ricerca farmacologica terrestre e sulle future missioni di esplorazione. Un esempio di leadership italiana che parte dal nostro territorio».

«Quanno pazziavo ’o strummolo»: Caputo riscopre l’anima vivianea al Teatro CortéSe. Catenaccio

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Il Teatro CortéSe, a viale del Capricorno ai Colli Aminei, continua una stagione ricca di riscoperte culturali. Sabato 18 aprile alle 21 e domenica 19 con repliche alle 18 e 20.30, Gianni Caputo porta in scena “Quanno pazziavo ’o strummolo”, drammaturgia e regia sua. Non un semplice recital, ma un’immersione emotiva nell’universo di Raffaele Viviani, con canzoni, poesie e aneddoti biografici che rivivono sul palco.

Un percorso nella memoria napoletana

Dopo successi come “’O ciardino d’ ’e pparole”, “Fu re da doppie lodi” su Eduardo De Filippo e “Principe del sorriso e re delle emozioni” su Totò, Caputo scava nel patrimonio del Novecento partenopeo. Qui la parola si fa gesto, la memoria presenza viva: uno spettacolo che evita la nostalgia sterile, puntando su una tensione autentica verso ciò che resiste.

Musica come cuore pulsante

Ad accompagnare Caputo, Daniele Esposito alla fisarmonica e Pierpaolo Iermano alla chitarra. Le loro sonorità evocano le atmosfere vivianee, tra malinconia e vitalità. La musica non è sfondo, ma essenza: controcanto alla parola, respiro condiviso.

L’umanità di Viviani, tra dolore e dignità

Sotto la direzione di Anna Sciotti e la consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, emerge il mondo di Viviani: gli ultimi, i dimenticati, schiacciati dal destino ma mai vinti. Figure ostinate che ribellano rabbia e dignità, sorridendo alle ferite. Una scrittura essenziale, senza retorica, che interroga il presente dal palco del CortéSe.

Sequestrato cantiere navale a Torre Annunziata: scarichi abusivi e rifiuti nel mirino della Procura

Torre Annunziata – Un nuovo sequestro preventivo d’urgenza ha interessato un cantiere navale sulla fascia costiera vesuviana. I militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia hanno eseguito un controllo presso la “Nautica Store Srl”, con sede in via Terragneta a Torre Annunziata, disponendo il sequestro di un’area di circa 1.550 metri quadrati.

L’operazione si inserisce nelle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Le violazioni accertate

Al momento dell’accesso, gli ispettori hanno rilevato attività lavorative in pieno svolgimento sia in spazi aperti che all’interno di una struttura coperta risultata esterna al perimetro autorizzato del cantiere. Nello specifico, erano in corso operazioni di levigatura e verniciatura prive di qualsiasi autorizzazione. Tra le irregolarità contestate:
Scarico di acque reflue industriali in assenza di titolo autorizzativo

Emissioni in atmosfera non autorizzate

Deposito incontrollato di rifiuti in due aree per un totale di circa 300 mq
Utilizzo abusivo di una tendostruttura per attività cantieristica
Acque di dilavamento recapitate direttamente al suolo, senza alcun sistema di raccolta delle acque di prima pioggia
Materiali stoccati in aree prive di copertura e protezione contro sversamenti accidentali

 Perché si è reso necessario il sequestro

La Capitaneria ha proceduto al sequestro d’urgenza per interrompere immediatamente la prosecuzione dei reati e scongiurare un ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali. L’area, utilizzata in modo sistematicamente abusivo e in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo, rappresentava un rischio concreto per l’ecosistema costiero e per la qualità delle acque marine del litorale oplontino.

Un’indagine che va avanti da mesi

La Procura di Torre Annunziata sottolinea come questo sia l’ennesimo cantiere nautico posto sotto sequestro nell’ambito di una campagna di controlli capillare e incessante lungo il tratto costiero della penisola sorrentina. L’attività investigativa, condotta in sinergia dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e da altre forze di polizia giudiziaria — tra cui il Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale di Napoli — è tuttora in corso.

L’operazione trova il suo fondamento giuridico nel Protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, dall’ARPAC e dagli organi di polizia ambientale competenti. L’obiettivo dichiarato è individuare e rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, con particolare attenzione alle aziende insediate nell’intero bacino idrografico.

Miano: ferito Vincenzo Lo Russo, si teme una nuova ripresa della faida

Napoli – Nella notte, il silenzio di Marianella è stato spezzato da una sequenza di cinque colpi di pistola. L’obiettivo dei sicari era Vincenzo Lo Russo, 33 anni, figura di spicco nel panorama criminale locale e figlio del boss Domenico. Il giovane, trasportato d’urgenza in ospedale, non sarebbe in pericolo di vita, ma il movente dell’attacco resta un rebus.

Secondo le prime dichiarazioni rese dalla vittima ai Carabinieri, l’agguato sarebbe scaturito da un tentativo di rapina finito nel sangue. Una versione che, tuttavia, non convince gli investigatori. La precisione del fuoco e il calibro dei colpi esplosi suggeriscono una dinamica ben più complessa, riconducibile a un regolamento di conti interno o a un segnale inviato dai nuovi gruppi emergenti che tentano di occupare il vuoto di potere lasciato dai vecchi leader di Miano.

Il profilo di Vincenzo: il rebus della scarcerazione

Vincenzo Lo Russo, noto negli ambienti di cronaca per essere l’erede di una delle dinastie criminali più potenti della città, ha una storia giudiziaria densa. Il suo nome emerse con forza nel giugno 2016 durante una maxi-operazione contro il clan dei “Capitoni”. Nell’ottobre 2020, la sua latitanza o semilibertà si interruppe a Scalea, dove fu arrestato per una condanna definitiva a 9 anni per estorsione.

Perché era libero? La domanda sorge spontanea tra i cittadini e gli osservatori. Secondo quanto ricostruito attraverso i fascicoli giudiziari Vincenzo Lo Russo ha beneficiato, in diverse fasi, di provvedimenti di differimento pena o di regimi alternativi legati a motivi di salute o a decorrenza dei termini procedurali per alcuni specifici reati satelliti.

La sua recente presenza sul territorio di Miano testimonia una libertà vigilata o una scarcerazione anticipata (spesso dovuta al computo del “pre-sofferto”), che gli aveva permesso di rientrare nel suo quartiere d’origine, dove però ha trovato ad attenderlo il piombo dei sicari.

L’eredità del padre: chi è Domenico Lo Russo

Per capire il peso dell’agguato, è necessario guardare alla figura del padre, Domenico Lo Russo, fratello dei più celebri “capitoni” Salvatore, Mario, Carlo e Giuseppe. A differenza di molti dei suoi fratelli, che nel corso degli anni hanno scelto la strada della collaborazione con la giustizia smantellando di fatto l’impalcatura storica del clan, Domenico ha mantenuto un profilo diverso.

Storicamente incaricato della gestione degli affari economici e del racket, Domenico è stato più volte indicato come il custode dei segreti di quella che un tempo era una confederazione criminale capace di influenzare interi settori dell’economia legale e illegale di Napoli Nord. Il fatto che il figlio Vincenzo sia stato colpito proprio in un momento di “riassetto” delle famiglie, suggerisce che il cognome Lo Russo rappresenti ancora un simbolo di potere o, al contrario, un ostacolo per le nuove leve della criminalità organizzata.

Miano torna una polveriera

L’agguato a Vincenzo Lo Russo non viene letto come un episodio isolato. Negli ultimi mesi, l’area nord di Napoli ha registrato un incremento di frizioni tra piccoli gruppi autonomi e i residui delle grandi famiglie storiche. Gli inquirenti temono che questo ferimento possa innescare una reazione a catena, una nuova “scossa” in un territorio che non ha mai trovato una vera pace sociale.

Le indagini proseguono ora su due binari: l’analisi dei filmati di videosorveglianza della zona di Marianella e il monitoraggio dei flussi comunicativi all’interno dei quartieri Scampia e Miano, per intercettare i segnali di una possibile vendetta o di un ulteriore attacco ai vertici di ciò che resta dei “Capitoni”.

Controlli dei Carabinieri nella periferia di Napoli: 67 identificati

Elevata attività di controllo nella periferia est di Napoli da parte dei Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale. Nel corso dei servizi, sono state identificate 67 persone, controllati 36 veicoli e elevate 11 contravvenzioni al Codice della Strada. Quattro le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria.

Un uomo di 64 anni è stato segnalato perché trovato a vendere pane su strada privo delle prescritte autorizzazioni, utilizzando il proprio veicolo come punto vendita ambulante. Sono stati sottoposti a sequestro 50 kg di pane.

Un 42enne è stato segnalato per guida senza patente: durante un controllo alla circolazione, è risultato alla guida del proprio ciclomotore nonostante fosse recidivo nel biennio.

Un 49enne è stato deferito per esercizio non autorizzato dell’attività di parcheggiatore.

Infine, un 50enne sottoposto agli arresti domiciliari è stato segnalato perché trovato fuori dalla propria abitazione al momento del controllo, violando così le prescrizioni imposte.

Grande attesa per il Charity Gala, l’amore è a sostegno di Save The Children

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Grande attesa per “L’ Amore è”, il Charity gala a sostegno di Save the Children, l’Organizzazione internazionale indipendente che dal 1919 opera in tutto il mondo per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, ideato ed organizzato da Maridi’ Communication al fine di supportare la campagna dell’Organizzazione “Stop alle guerre sui bambini”, attiva in paesi colpiti dai conflitti come Yemen, Siria, Palestina, Ucraina, Sudan, Myanmar per proteggere i minori dalle violenze belliche e garantire loro sicurezza, cure ed educazione anche nelle zone di guerra.

La kermesse condotta da Maridì Vicedomini, giornalista, si terrà il prossimo 21 aprile sera a Napoli nella prestigiosa “Villa Mazzarella”, Posillipo, e vedrà in pole position l’eclettico artista Mastelloni e la signora Eva Henger rispettivamente nel ruolo di protagonista e di regista e sceneggiatrice de L’ Ultimo numero” un’opera cinematografica prodotta da Massimiliano Caroletti, la cui storia, ambientata in un circo, s’incentra sulla figura di un pagliaccio dotato di rara sensibilità ed umanità che, grazie ad un’inaspettata vincita al gioco, permette ad una bambina di affrontare un intervento chirurgico al fine di evitare una paralisi per una caduta.

La serata tra musica e intrattenimento con grandi nomi dello showbiz

La serata, si articolerà in più momenti, declinando l’arte nei suoi più aspetti più affascinanti, dal cinema, alla moda, alla scrittura, alla musica, al teatro. Come ouverture, un quadro moda con, in passerella, gli outfit della esclusiva collezione “Primavera/ Estate” 2026 di “Rachele Boutique”, da anni punto di riferimento nel golfo campano per il gentil sesso che insegue un look ricercato ma al tempo stesso innovativo ed un’anteprima della Winter Collection 2026 / 27 della “Pellicceria Antonelli “con i suoi capi preziosi e colorati tale da dare luce ed allegria ai grigiori invernali. Spazio anche alla cultura con il primo libro di Rossella Bentivoglio, imprenditrice di successo prestata alla scrittura dal titolo “Quando un grande dolore”.. storia di una rinascita i cui proventi sono destinati ai bambini di Gaza.

Ed ancora grandi momenti musicali e di entertainment di esponenti dello showbiz tra cui in primis, in veste di special guest, il musicista Cicco Merolla, reso celebre dalla sua “Malatìa” che svelerà le news della sua brillante carriera ed il cantante Gennaro De Crescenzo che intonerà alcuni brani del repertorio classico napoletano. Dulcis in fundo, dinner buffet per tutti invitati curato dallo Chef della Casa con il suo eccellente team coadiuvato dagli sponsor tecnici “Bar Napoli”, “La Botteghella”, “Dolce e Caffe'” che proporranno le loro specialità gastronomiche e dolciarie.

Da menzionare, come autorevoli Sponsor Partner della manifestazione, BCC Napoli, banca etica per eccellenza, Otofarma Spa ( produzione, distribuzione, assistenza post-vendita di apparecchi acustici personalizzati, Graded Spa (progettazione e realizzazione di soluzioni energetiche integrate nel settore pubbliche e private), “C.O.S.E.D.I.L COSTRUZIONI EDILIZIE” srl e “DI FIORE COSTRUZIONI” srl, aziende leader nel settore dell’edilizia, POLARIS Farmaceutici, lo Studio Legale De Dominicis Ferrara Dentice che opera con professionalità e competenza nel campo del contenzioso ed in materia di consulenza legale, PUNTA PENNADIO LIDO, una struttura ricettiva di alto fascino degradante sull’ameno promontorio di Punta Pennata, in Bacoli, dotata di eccellenti servizi balneari, servizi di accomodation e di relax & benessere con una SPA dotata sauna naturale e vasche- idromassaggio di acqua termale.

Luciano Carotenuto

Grumo Nevano , arrestati due pusher: sequestrate 186 dosi

Un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti si è concluso con l’arresto di due persone. I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno fermato Francesco Di Palo, 52 anni, e Berardino Esattore, 31 anni, entrambi residenti nella zona e già noti alle forze dell’ordine.

I militari, impegnati in un posto di controllo lungo le strade dell’area compresa tra Grumo Nevano e Orta di Atella, hanno intimato l’alt a una Fiat Panda. Alla guida c’era Di Palo, mentre Esattore viaggiava come passeggero. Durante la perquisizione personale i carabinieri hanno rinvenuto addosso al 52enne 17 dosi di crack, 18 dosi di cocaina e 500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

L’operazione è proseguita con la perquisizione domiciliare nell’abitazione di Esattore a Grumo Nevano, dove i militari hanno sequestrato ulteriori 104 dosi di cocaina e 47 dosi di crack.

I due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato e condotti in carcere. Ora sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa del giudizio. L’operazione conferma il costante impegno dei carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna nel contrasto al traffico di stupefacenti sul territorio.

Lite degenera a Giugliano: 36enne fermato per tentato omicidio

Un uomo di 36 anni, residente a Sant’Antimo, è stato sottoposto a fermo dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Giugliano in Campania nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. L’uomo è gravemente indiziato, allo stato delle indagini, del reato di tentato omicidio.

L’attività investigativa ha preso avvio in seguito a una lite avvenuta in strada tra due persone, nel corso della quale un uomo sarebbe stato colpito all’addome con due fendenti.

Gli accertamenti, condotti anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e grazie alle testimonianze raccolte, avrebbero consentito agli investigatori di acquisire elementi ritenuti rilevanti a carico dell’indagato.

Rintracciato dai militari, il 36enne è stato condotto nel carcere di Secondigliano, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

Il provvedimento eseguito rientra nella fase delle indagini preliminari: nei confronti dell’indagato vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva, ed è possibile proporre impugnazione nei modi previsti dalla legge.

Napoli, colpo alle cassette di sicurezza: cosa fare per ottenere il risarcimento

La rapina alla filiale del Crédit Agricole di Napoli stile ‘Casa di Carta’ colpisce solo i clienti. In un colpo solo è come se i banditi fossero entrati in oltre 300 abitazioni e rapinato tutti i beni di famiglia.

Soldi, gioielli, documenti, titoli, buoni o magari solo oggetti di grande valore affettivo il contenuto delle cassette di sicurezza svuotate dai rapinatori per ora è incalcolabile.

E quindi, si cerca di quantificare il danno, mentre gli inquirenti cercando di trovare una pista per risalire ai banditi che hanno assaltato la banca e tenuto in ostaggio 25 persone. Un’operazione che richiederà giorni, se non mesi, perchè riguarda i singoli titolari delle cassette di sicurezza svuotate dai rapinatori.

Gli stessi clienti preoccupati si sono radunati, già ieri sera, davanti alla filiale della banca al Vomero, cercando notizie e rassicurazioni.

Anche per loro è il momento di capire se sono tra i derubati o tra i fortunati.

L’istituto di credito dovrà accertare quali e quante cassette sono state violate e svuotate e convocare i clienti intestatari.

A quel punto ognuno di loro dovrà presentare una denuncia con perizia giurata alle forze dell’ordine, elencando quali erano i beni contenuti e il loro valore, cercando di fornire più prove possibili sul reale contenuto (foto, documenti, perizie). Solo in quel momento potrà partire la ‘macchina’ dei risarcimenti.

I contratti standard di affitto delle cassette prevedono massimali di risarcimento di circa 50mila euro, estendibili a 150mila su richiesta del cliente nel caso i beni custoditi siano di ingente valore.

 Cosa fare per ottenere il risarcimento

Dopo la rapina di ieri, il nodo principale è che il cliente riesca a dimostrare il contenuto della cassetta e chiedere di essere risarcito.

In ogni caso per ognuno dei clienti, il danno è incalcolabile. Difficilmente la refurtiva sarà recuperabile.

Quello di ieri è stato davvero un colpo molto particolare. Studiato nei minimi particolari e messo a segno da veri professionisti che hanno utilizzato tecniche ‘antiche’ (la fuga attraverso i cunicoli) e sicuramente tecniche molto all’avanguardia.

Innanzitutto, al momento gli inquirenti non hanno tracce del ‘bottino’. I banditi potrebbero aver preso soldi, gioielli, pietre preziose e titoli al portatore che non possono essere rintracciati o identificati nei meandri del mercato nero visto, che non vi sono ancora le denunce dei titolari delle cassette. Il paradosso è che senza denuncia particolareggiata è come se non ci fosse la refurtiva.

E questo per i rapinatori è un grande vantaggio. Già da ieri sera, ipoteticamente, i gioielli potrebbero essere stati divisi e venduti. L’obiettivo dei banditi, probabilmente, era principalmente l’oro. I soldi, nel caso fossero stati trovati, potrebbero essere già stati messi al sicuro.

Senza lasciare più traccia.

I banditi hanno ‘giocato’ alla lotteria. Una roulette che potrebbe aver fruttato poche centinaia di migliaia di euro o milioni di euro. E fino a quando non sarà quantificata e ‘inventariata’ la refurtiva, la banda della ‘Casa di carta’ napoletana potrà avere un grande vantaggio sulle forze dell’ordine.

Detenuti appiccano il fuoco in cella: otto agenti intossicati

Avellino – Detenuti appiccano un incendio nella cella: i poliziotti della penitenziaria intossicati per salvare gli altri reclusi.

Un grave incendio doloso è stato appiccato, ieri, nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, nel quale sono rimasti intossicati il comandante e sette agenti della Polizia Penitenziaria.

Lo rende noto l’ Uspp.
 La responsabilità dell’ accaduto, si legge nella nota, è da addebitare “a due detenuti, non nuovi a episodi del genere, che hanno appiccato il fuoco alla propria cella: le fiamme si sono estese in tutta la sezione”.

Il comandante e gli agenti sono intervenuti per domare le fiamme e mettere in sicurezza la sezione detentiva: “solo grazie al coraggio e alla loro prontezza si è evitato il peggio”, commenta il sindacato.

Otto agenti della penitenziaria ricoverati in ospedale

Il comandante e un agente sono stati portati d’urgenza all’ospedale Moscati di Avellino mentre gli altri cinque sono stati trasportati all’ospedali di Sant’Angelo ed Ariano Irpino.
 “È l’ennesimo episodio critico che evidenzia una situazione sempre più critica all’interno degli istituti – commentano il presidente dell’ Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio – in cui il personale opera quotidianamente in condizioni difficili, esposti a rischi crescenti, e spesso in situazioni di forti tensioni. Più volte, in passato, siamo intervenuti perché il carcere di Sant’ Angelo, è passato da carcere a vocazione trattamentale a ricettacolo di detenuti trasferiti per ordine e sicurezza malgrado i pochi agenti in pianta organica”.

L’ Uspp “plaude al coraggio e alla professionalità dimostrata dalla polizia penitenziaria di Sant’Angelo, che nonostante le critiche condizioni lavorative si riesce a mantenere l’ordine e la sicurezza interna”.

Lite tra medici al pronto soccorso del Ruggi: chieste le dimissioni dei vertici sanitari

Salerno – Pronto soccorso ad alta tensione: lite tra operatori sanitari davanti ai pazienti in attesa. Chieste le dimissioni dei vertici del Ruggi per la cattiva gestione dell’ospedale.

Questa volta non sono stati i pazienti o i loro familiari ad aggredire medici e infermieri, ma la lite è scoppiata tra due operatori sanitari all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno.

I due sanitari sono venuti alle mani al culmine di un litigio di natura privata, il tutto davanti ai pazienti presenti in attesa. Per sedare gli animi sono dovuti intervenuti gli agenti della Polizia di Stato. Pare che i due litiganti non abbiano presentato querele per derimere la contesa personale dal punto di vista legale, ma quanto è accaduto è sicuramente grave tanto che potrebbero incorrere in procedimenti disciplinari.

Chieste le dimissioni dei vertici dell’ospedale

La situazione aldilà della peculiarità del caso ha sollevato la questione sull’organizzazione interna del reparto con la richiesta di dimissioni dei vertici del Ruggi da parte di Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento Salute dell’Udc. “Un episodio grave, che dimostra quanto la tensione all’interno del Pronto soccorso del Ruggi abbia ormai superato ogni livello di guardia”, commenta Mario Polichetti.

“Non possiamo più assistere a episodi di questo tipo in un luogo che dovrebbe garantire sicurezza, cura e serenità ai cittadini – aggiunge – quanto accaduto è inaccettabile, non solo per la dinamica dei fatti ma soprattutto perché si è verificato in un’area di emergenza, davanti a persone fragili e in attesa di assistenza. È evidente che esiste un problema organizzativo e di gestione del clima interno. Per questo motivo chiediamo con forza le dimissioni dei vertici del Ruggi”.

Ercolano, raggira un anziano: 22enne ai domiciliari

Su delega della Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di un 22enne gravemente indiziato, allo stato delle indagini, di truffa aggravata ai danni di una persona anziana, furto in abitazione e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.

I fatti risalgono alla sera del 26 febbraio 2026, quando l’indagato si sarebbe presentato presso l’abitazione della vittima a Ercolano, dopo che quest’ultima era stata contattata telefonicamente da un complice che, fingendosi un parente, l’avrebbe indotta a consegnare del denaro con il pretesto di rimediare a un presunto errore in un bonifico.

Secondo quanto ricostruito, il giovane si sarebbe fatto consegnare 2.800 euro in contanti, sottraendo contestualmente anche due carte di pagamento. Con una di queste sarebbero stati successivamente effettuati un prelievo di 600 euro presso uno sportello automatico e tre pagamenti da 1.000 euro ciascuno.

Le indagini, coordinate dalla VII sezione della Procura di Napoli e condotte dai Carabinieri di Ercolano, hanno consentito di risalire in tempi rapidi al presunto responsabile.

Mugnano, 34enne colpito alla gamba mentre è in auto

Un uomo di 34 anni è rimasto ferito nel pomeriggio di ieri a Mugnano, in provincia di Napoli, in un episodio sul quale sono in corso indagini da parte dei carabinieri. Il fatto è avvenuto in via Mugnano-Calvizzano, dove il 34enne si trovava a bordo della propria auto quando, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi da una persona al momento non identificata.

Il 34enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato colpito a una gamba ed è stato trasferito al pronto soccorso per le cure del caso. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non destano particolare preoccupazione e l’uomo non sarebbe in pericolo di vita.

 Centrato da diversi proiettili che non hanno colpito organi vitali

I carabinieri della stazione di Mugnano, intervenuti sul posto, hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e per fare luce sul contesto in cui si è verificato il ferimento. Gli investigatori stanno inoltre lavorando per individuare il responsabile e chiarire il movente dell’azione.

Avellino, sequestrati 22 kg di tabacchi lavorati esteri: un arresto

Nel corso dei servizi di controllo economico del territorio, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino hanno proceduto al sequestro di circa 22 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri, privi del contrassegno del Monopolio di Stato. Un soggetto è stato tratto in arresto.

L’operazione è stata condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo Mobile del Gruppo Avellino. In particolare, nei pressi dell’area destinata al mercato settimanale di Atripalda (AV), i finanzieri hanno intercettato e sottoposto a controllo un uomo in possesso di numerosi pacchetti di sigarette di varie marche, occultati all’interno di buste di cellophane. Le indagini hanno permesso di accertare che i prodotti non erano conformi alla normativa unionale.

Controlli mirati nel territorio: individuato il trasporto abusivo

Il soggetto, accompagnato negli uffici del Reparto, è risultato avere precedenti specifici in materia. All’esito delle attività, è stato tratto in arresto in flagranza di reato e associato alla locale casa circondariale. I tabacchi sequestrati – complessivamente 1.090 pacchetti per un peso di circa 22 kg – sono stati posti a disposizione dell’Autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 84, comma 1 (Contrabbando di Tabacchi lavorati) del Decreto Legislativo n. 141 del 2024.

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