Un clan mafioso che continuava a operare nonostante i colpi inferti dalla giustizia, con un boss che dall’interno del carcere di Napoli-Secondigliano impartiva ordini, gestiva la cassa comune e coordinava il traffico di droga.
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È il quadro emerso dall’operazione della Guardia di Finanza di Bari, che ha portato all’esecuzione di 22 misure cautelari (tra arresti e altre restrizioni) su disposizione del GIP.
Le indagini, coordinate dalla DDA barese, hanno preso di mira il clan Misceo, già al centro delle operazioni Ampio Spettro e condannato con sentenza definitiva nel settembre 2023. Il gruppo, radicato a Noicattaro ma attivo anche a Gioia del Colle, Triggiano, Capurso, Bari e Fasano, è accusato di:
Il boss, già detenuto, avrebbe mantenuto il comando attraverso telefonate illecite, gestendo finanze, spaccio e assistenza agli affiliati in carcere. Le intercettazioni hanno svelato un linguaggio criptico:
Il 3 marzo 2021, un duplice tentato omicidio in piazza Umberto I a Noicattaro aveva segnato lo scontro con il clan rivale Annoscia per il controllo di un alloggio popolare e delle piazze di spaccio. A mediare sarebbe intervenuto il clan Parisi-Palermiti, imponendo una “pax mafiosa” per non compromettere i traffici con l’area di Japigia.
Lo spaccio avveniva attraverso punti vendita attivi 24 ore su 24, con depositi nelle case del centro storico e sistemi come i cestini calati dai balconi per lo scambio droga-denaro.
Durante le indagini sono stati confiscati:
Inoltre, 7 corrieri sono stati arrestati in flagranza, mentre per altri 10 indagati il GIP deciderà dopo gli interrogatori.
“Il clan Misceo controllava non solo Noicattaro, ma un’area molto più vasta, arrivando fino a Fasano”, ha spiegato Francesco Giannella, sostituto procuratore della DDA.
“Era un sistema ben strutturato, con contributi mensili ai detenuti che variavano dai 500 ai 1.500 euro a seconda del ruolo”, ha aggiunto Arcangelo Trivisani, comandante del nucleo PEF di Bari.
Pasquale Russo, comandante provinciale della Guardia di Finanza, ha lanciato un messaggio alla cittadinanza: “Le istituzioni ci sono, non cedete alla rassegnazione. Abbiamo restituito sicurezza a questi territori.”
L’operazione conferma la capacità di ripresa delle organizzazioni mafiose, ma anche la risposta decisa della magistratura e delle forze dell’ordine, che negli ultimi due anni hanno sequestrato 2 tonnellate di droga e arrestato oltre 40 persone.
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E' strano come un clan mafioso possa continuare a operare anche se ci sono stati colpi dalla giustizia. Non capisco come le persone possano ancora seguire ordini da dentro il carcere. La situazione in queste aree è complicata e preoccupante.