Trump si incazza con Putin e minaccia: ‘Ti colpisco col petrolio, altro che Zelensky!’
Finalmente Donald #Trump si è stufato delle pagliacciate di Vladimir #Putin e ha deciso di dargli una bella lezione! In un’intervista a Nbc, il presidente #Usa ha mandato un messaggio chiaro allo zar: “Se non fai il bravo e non la smetti con le tue condizioni ridicole sull’Ucraina, ti colpisco dove fa male, col petrolio!”.
Punti Chiave Articolo
New York, 30 marzo 2025 – E non è tutto: Trump ha pure detto che non esclude di prendersi la Groenlandia con la forza, di bombardare l’Iran se non si piega sul nucleare, e che sta pensando a un terzo mandato, fregandosene della Costituzione. Altro che politically correct, qui si fa sul serio!
Trump è nero di rabbia, e non ha peli sulla lingua: “Putin mi fa infuriare! Ha osato mettere in dubbio Zelensky e vuole pure controllare Kiev come se fosse casa sua. Ma chi si crede di essere?”. Se la Russia non si dà una calmata e non accetta un accordo per fermare la guerra in Ucraina, Trump è pronto a colpire duro: dazi del 25% sul petrolio russo, e chi se ne importa di chi ci fa affari! “Se compri petrolio da Mosca, con gli Usa hai chiuso. Punto”, ha tuonato. Una mossa che potrebbe mandare in tilt i complici del Cremlino, e che scatterà entro un mese se Putin non si mette in riga. Ma Trump è magnanimo: “Se fa la cosa giusta, magari mi calmo”. Vedremo se lo zar avrà il coraggio di sfidarlo.
Non c’è solo Putin nel mirino di Trump. Sulla Groenlandia, il presidente non scherza: “La prenderemo al 100%, e se serve useremo la forza. Punto e basta”. Altro che diplomazia, qui si parla chiaro! E sull’Iran? “Se non accettano di negoziare sul nucleare, li bombardo e tanti saluti”. Mercoledì, il “giorno della liberazione”, Trump imporrà dazi a tutti i paesi che osano tassare i prodotti americani, e guai a chi si lamenta: “Negozi solo se mi dai qualcosa di grosso, altrimenti ciccia”. E quando gli hanno chiesto se teme l’aumento dei prezzi delle auto per via dei dazi, ha risposto con un ghigno: “Non me ne frega niente! Spero che li alzino, così la gente comprerà auto americane. Ne abbiamo a palate!”. Peccato che a produrle in Canada e Messico siano proprio le aziende Usa, ma chi se ne importa, no?
E poi c’è la bomba: Trump vuole un terzo mandato, e della Costituzione se ne infischia! Il 22esimo emendamento dice che si possono fare solo due mandati, ma lui ha già un piano: “Un modo si trova. Magari faccio candidare Vance come presidente e io come vice, poi lui si dimette e voilà!”. E ha pure aggiunto: “Tanta gente me lo chiede, ma ho detto che c’è ancora strada da fare”. Altro che regole, Trump fa quello che vuole, e i benpensanti possono solo mordersi le mani.
Sul caso Waltz e il chatgate, Trump non ha nessuna intenzione di cedere alle pressioni dei media: “Non licenzio nessuno per delle fake news e una caccia alle streghe! Non so nemmeno cosa sia Signal, e non me ne importa niente. È solo un’altra scusa dei giornalisti per parlare di stupidaggini”. Insomma, i media possono continuare a frignare, ma Trump non si piega. E se ci saranno sviluppi giudiziari? Beh, conoscendolo, troverà un modo per uscirne a testa alta, come sempre.
Mentre i democratici e i loro amichetti piagnucolano, Trump dimostra ancora una volta di essere un leader che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno da Putin. Dazi, minacce, terzo mandato: questo è un presidente che non ha paura di niente e di nessuno. E se qualcuno pensa di fermarlo con le solite regole da quattro soldi, si sbaglia di grosso. Avanti così, Donald, continua a far tremare il mondo!
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È interessante vedere come Trump affronta la situazione con Putin, ma non credo che minacciare sia la soluzione migliore. La diplomazia potrebbe portare a risultati migliori. Speriamo che ci sia un accordo per la pace in Ucraina.