Nisida (Napoli) – Un grande messaggio di speranza e libertà si staglia ora sul muro perimetrale del campo di calcetto dell’Istituto Penale Minorile di Nisida.
È il murale “Freedom”, frutto del progetto “Arte Senza Confini”, che ha visto collaborare gli ospiti del carcere minorile con gli studenti della Scuola Pontificia Pio IX di Roma. Un’iniziativa promossa dall’Associazione Operazione Cuore e dall’Associazione Fratelli Emanuele Francesconi Onlus, con l’obiettivo di utilizzare l’arte come strumento di dialogo e trasformazione.
Guidati da Trisha Palma, pittrice e scenografa esperta nella tecnica del murales, i giovani partecipanti hanno dato vita a un’opera che rappresenta non solo un’espressione artistica, ma anche un simbolo di rinascita. Al centro del murale campeggia la parola “Freedom”, affiancata da due grandi gabbiani in volo su un mare blu, che lasciano alle spalle l’isola di Nisida. Un’immagine potente, che evoca il desiderio di libertà e di un nuovo inizio.
“L’arte, in questo contesto, diventa un ponte tra mondi diversi, un simbolo di speranza e cambiamento”, ha dichiarato Laura Romeo, presidente dell’Associazione Operazione Cuore. “Questa è la quarta iniziativa che portiamo avanti all’interno delle carceri, e rappresenta un’opportunità unica per i giovani detenuti di lasciare un segno positivo, mentre per gli studenti è stata un’esperienza formativa profonda e trasformativa”.
Gli studenti romani, accompagnati dal direttore della scuola, fratel Andrea Bonfanti, e dal professore Simone Nieddu, hanno lavorato fianco a fianco con i ragazzi di Nisida, condividendo non solo pennelli e colori, ma anche emozioni e riflessioni. Al termine del progetto, tutti i partecipanti hanno lasciato le loro firme sul murale, a testimonianza di un’esperienza che ha unito due realtà spesso distanti.
L’iniziativa si è avvalsa della collaborazione di Giuseppina Canonico, funzionario della professionalità pedagogica dell’Istituto Penale Minorile, che ha sottolineato l’importanza di progetti come questo nel percorso di reinserimento sociale dei giovani detenuti.
Trisha Palma, da tempo impegnata in attività artistiche con bambini e ragazzi, anche in contesti complessi come i campus d’arte a Betlemme e Gerusalemme, ha guidato il gruppo con l’obiettivo di trasformare un semplice muro in un messaggio universale di libertà e speranza.
Il murale “Freedom” non è solo un’opera d’arte, ma un monito e un invito a credere nel potere trasformativo dell’arte e della collaborazione. Un segno concreto che, anche tra le mura di un carcere, è possibile sognare un futuro diverso.
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è molto interessante quest iniziativa di arte, credo ke l’arte possa davvero essere un mezzo per far comunicare le persone e per dare speranza. Il murale freedom sembra bellissimo e spero ke abbia un impatto positivo sui ragazzi.