Dodici presunti incidenti stradali, ritenuti del tutto falsi e orchestrati per ottenere risarcimenti illeciti dalle compagnie assicurative, sono al centro di un’indagine condotta dalla Procura di Milano: 52 persone rischiano ora il processo.
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Tra gli indagati figurano tre avvocati e tre medici residenti nelle province di Salerno e Napoli. La competenza dell’inchiesta è passata a Milano poiché la società assicurativa parte lesa, Axa Assicurazioni, ha sede nel capoluogo lombardo.
I falsi sinistri sarebbero stati denunciati nell’Agro nocerino-sarnese, coinvolgendo i comuni di Pagani, Nocera Inferiore, Sarno, Castel San Giorgio, Baronissi e Mercato San Severino. Secondo gli inquirenti, nessuno degli incidenti segnalati tra il 2018 e il 2021 si sarebbe mai verificato realmente.
Gli indizi sospetti
Le richieste di risarcimento erano in gran parte avanzate da un avvocato di Pagani, ora sotto indagine con altre persone per danneggiamento fraudolento in concorso. Gli investigatori, in collaborazione con Axa Assicurazioni, hanno rilevato diverse anomalie:
I tamponamenti avvenivano spesso sulla stessa strada.
Il numero dei coinvolti era sempre elevato, tra 4 e 6 persone per incidente.
I danni riportati dai feriti non coincidevano con i referti medici ospedalieri.
I certificati medici per le presunte lesioni personali provenivano quasi sempre dallo stesso studio radiologico di Salerno.
I protagonisti dell’inchiesta
Tra gli indagati, oltre all’avvocato paganese, ci sono due colleghi di Nocera Inferiore e Cava de’ Tirreni, e tre medici con studi a Salerno, Battipaglia e Napoli.
Uno degli episodi più sospetti risale al 9 maggio 2019 a Mercato San Severino: un avvocato denunciò un incidente tra una Ford Fiesta e una bicicletta, condotta da un amico del proprietario.
La vittima sarebbe stata scaraventata contro un muro, ma l’indagine ha evidenziato incongruenze. L’automobilista si sarebbe rifiutato di mostrare l’auto danneggiata, mentre il ciclista presentò, due mesi dopo, una diagnosi di “fratture inedite” non rilevate nel referto iniziale del pronto soccorso.
In altri casi, i sinistri coinvolgevano testimoni ritenuti falsi o risultavano con dettagli vaghi, come la mancata identificazione del conducente dell’auto incidentata.
La Procura ha optato per una citazione diretta a giudizio per tutti gli indagati. Sarà ora il giudice monocratico a valutare gli atti e decidere se procedere con il dibattimento.
Articolo pubblicato il giorno 20 Gennaio 2025 - 11:30