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NUOVO DECRETO LEGGE: arresto in flagranza per chi aggredisce medici

Previsto anche il fermo in forma differita qualora il soggetto aggressore sia stato identificato entro le 48 ore successive
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L’arresto obbligatorio in flagranza, anche in forma differita, sarà esteso ai reati commessi contro il personale sanitario e socio-sanitario durante l’esercizio delle proprie funzioni, nonché ai danni dei beni destinati all’assistenza sanitaria.

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La misura è prevista dalla bozza del decreto legge che introduce interventi urgenti per contrastare la violenza nei confronti del personale sanitario.

Il decreto applica ai contesti sanitari un modello già esistente, utilizzato per combattere la violenza sulle donne e la violenza domestica.

Si stabilisce l’applicabilità dell’arresto in flagranza anche quando, per motivi di sicurezza pubblica o individuale, o per garantire la regolare erogazione del servizio, non sia possibile procedere immediatamente all’arresto del soggetto, purché quest’ultimo sia stato identificato tramite documentazione videofotografica o altra documentazione ottenuta legittimamente da dispositivi informatici o telematici.

Per procedere con l’arresto “in flagranza differita” è necessario che la documentazione raccolta attesti in modo inequivocabile il reato e che l’arresto avvenga entro il tempo necessario per l’identificazione del responsabile e, comunque, entro 48 ore dalla commissione del fatto.

Pena da 1 a 5 anni e 10mila euro di multa

Pena da 1 a 5 anni di reclusione e multa di 10mila euro per chi aggredisce il personale sanitario all’interno degli ospedali, strutture socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali pubbliche o private.

Il dl dispone modifiche all’articolo 635 del Codice penale che disciplina il reato di danneggiamento, prevedendo la reclusione da 1 a 5 anni e la multa di 10mila euro quando il reato sia commesso all’interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private.

Le pene si applicano nei casi in cui venga “distrutto, disperso, deteriorato o reso, in tutto o in parte, inservibili cose ivi esistenti o comunque destinate al servizio sanitario o socio-sanitario”. Si prevede inoltre un aumento della pena qualora il fatto sia commesso da più persone riunite.


Articolo pubblicato il giorno 27 Settembre 2024 - 11:29

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