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Pompei, dai nuovi scavi emerge un salone decorato con soggetti ispirati alla guerra di Troia

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Un imponente salone da banchetto, decorato con affreschi raffiguranti scene della guerra di Troia, è stato recentemente scoperto a Pompei. Questo ritrovamento eccezionale offre una finestra sulla vita e sui costumi dell’élite romana, e testimonia la ricchezza artistica e culturale della città antica.

Il salone, che misura circa 15 metri di lunghezza per 6 di larghezza, faceva parte di una lussuosa villa privata situata nell’Insula 10 della Regio IX. Le sue pareti nere, decorate con affreschi di raffinata fattura del III stile pompeiano, creavano un’atmosfera elegante e suggestiva.

Il tema dominante degli affreschi è la guerra di Troia, con scene di eroi e divinità in combattimento. Tra le figure più riconoscibili troviamo Elena e Paride, Cassandra e Apollo.

Mitologia e riflessione sull’esistenza

La scelta di questo tema non era casuale. Le scene mitologiche dipinte sulle pareti del salone servivano da intrattenimento per gli ospiti durante i banchetti, ma anche come spunto di conversazione e riflessione. Le vicende degli eroi e degli dei offrivano spunti per discutere di valori come l’onore, il coraggio, il destino e la scelta.

Un affresco di Cassandra, la profetessa sfortunata

Un affresco di particolare interesse è quello che raffigura Cassandra, figlia di Priamo e profetessa dotata del dono di prevedere il futuro. Cassandra, condannata da Apollo a non essere mai creduta, assiste impotente alla tragedia della guerra di Troia che lei stessa aveva predetto. La sua figura rappresenta la fragilità dell’uomo di fronte al destino e l’incapacità di sfuggire al proprio fato.

La scoperta del salone dei banchetti è un ulteriore tassello che arricchisce la nostra conoscenza di Pompei e della vita nell’antica Roma. Questo ritrovamento dimostra ancora una volta l’immenso valore del patrimonio archeologico di Pompei, e la necessità di continuare a investire nella sua tutela e valorizzazione.

Oltre al salone, altri interessanti ritrovamenti

Oltre al salone dei banchetti, gli scavi nell’Insula 10 hanno portato alla luce altri ambienti interessanti, tra cui una panetteria e una fullonica (lavanderia). Sono stati inoltre rinvenuti resti di un cantiere edile e graffiti raffiguranti gladiatori e un fallo stilizzato.

Un progetto di scavo ambizioso

L’attività di scavo nell’Insula 10 fa parte di un più ampio progetto finalizzato alla messa in sicurezza e alla valorizzazione del sito archeologico di Pompei. L’obiettivo è quello di rendere la tutela del patrimonio pompeiano più efficace e sostenibile, e di offrire ai visitatori un’esperienza di fruizione sempre più ricca e coinvolgente.

Lo scavo nell’area finora ha restituito due abitazioni collegate tra di loro, casa con panificio e fullonica (lavanderia), che prospettavano su via Nola e le cui facciate furono già portate alla luce alla fine del ‘800. Alle spalle di queste due case, stanno emergendo in questa fase di scavo sontuosi ambienti di soggiorno affrescati, anche in questo caso interessati al momento dell’eruzione da importanti interventi di ristrutturazione.

I complimenti del Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna

“Lo scavo nella Regio IX, progettato nell’ambito del Grande Progetto Pompei e portato avanti sotto la direzione Zuchtriegel, è la dimostrazione di quanto uno scavo ben fatto nella città vesuviana possa continuare ad accrescere la conoscenza di uno dei luoghi più importanti che ci sia pervenuto dall’antichità.

Nuove ed inedite pitture, nuovi dati sull’enorme cantiere che era Pompei al momento dell’eruzione, nuove scoperte sull’economia e sulle forme di produzione. Una messe straordinaria di dati che sta cambiando l’immagine codificata finora della città antica. Un plauso a tutta la squadra interdisciplinare che con passione e professionalità sta portando avanti le ricerche”, ha spiegato il Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna

“Le pareti erano nere per evitare che si vedesse il fumo delle lucerne sui muri. Qui ci si riuniva per banchettare dopo il tramonto, la luce tremolante delle lucerne faceva sì che le immagini sembrassero muoversi, specie dopo qualche bicchiere di buon vino campano”, sottolinea il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.-

L’entusiasmo di Gabriel Zuchtriegel: “Oggi Elena e Paride siamo tutti noi”

E aggiunge: “Le coppie mitiche erano spunti per parlare del passato e della vita, solo apparentemente di carattere meramente amoroso. In realtà, parlano del rapporto tra individuo e destino: Cassandra che può vedere il futuro ma nessuno le crede, Apollo che si schiera con i troiani contro gli invasori greci, ma pur essendo un Dio non riesce ad assicurare la vittoria, Elena e Paride che con il loro amore politicamente scorretto sono la causa della guerra, o forse solo un pretesto, chi sa.

Oggi, Elena e Paride siamo tutti noi: ogni giorno possiamo scegliere se curarci solo della nostra vita intima o di indagare come questa nostra vita si intrecci con la grande storia, pensando per esempio, oltre a guerre e politica, all’ambiente, ma anche al clima umano che stiamo creando nella nostra società, comunicando con gli altri dal vivo e sui social”.

Sotto gli archi della scala è stato riscontrato un enorme cumulo di materiale di cantiere accantonato. Qualcuno aveva disegnato a carboncino sull’intonaco grezzo delle arcate del grande scalone, due coppie di gladiatori e quello che sembra un enorme fallo stilizzato“.

 

 


Articolo pubblicato il giorno 11 Aprile 2024 - 12:41


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