La Procura di Napoli ha indagato 16 persone per l’occupazione abusiva di case popolari nel Rione Amicizia a Napoli. Tra gli indagati ci sono persone imparentate con i capi del clan Contini-Bosti, la potente organizzazione criminale della zona, fondatrice dell’Alleanza di Secondigliano
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Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile, dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale. Sono state accertate 17 occupazioni abusive di alloggi popolari. In alcuni casi, gli appartamenti erano stati occupati da parenti dei boss, in altri da persone estranee alla criminalità ma legate a loro da vincoli di parentela o amicizia.
Il caso più eclatante riguarda l’alloggio della famiglia del boss Patrizio Bosti. L’appartamento era stato originariamente assegnato a un legittimo assegnatario, ma dopo la sua morte la vedova lo cedette abusivamente a Rita Aieta, moglie di Bosti. Al momento del sopralluogo, nell’appartamento c’era la figlia di Patrizio, Flora, con i figli piccoli.
La donna, sposata con Marco Botta, attualmente detenuto ha spiegato – come riporta Il Roma – di risiedere là da 30 anni e ha esibito un bollettino di pagamento Iacp.
In altri appartamenti vi erano Assunta e Rosaria Bosti, sorelle del boss. Ma anche Rosaria Manna (convivente di Salvatore Botta, nipote omonimo dello storico luogotenente dei Contini).
In altri casi, gli abusi edilizi hanno riguardato la creazione di giardini all’aperto o l’unificazione di due appartamenti in uno solo.Gli indagati sono accusati di invasione di terreni ed edifici, reato aggravato dalla finalità mafiosa.
Il GIP ha disposto il sequestro preventivo degli 17 alloggi abusivamente occupati.Gli indagati avranno la possibilità di difendersi dalle accuse nel corso del processo.
Flora Bosti, Rosaria Manna, Vincenzo Battimiello, Anna Aloia, Alberto Pesacane, Luisa Fisciantese, Assunta Bosti, Rosaria Bosti, Francesca Granato, Lucia Equatore, Vincenzo Madonna, Salvatore Del Luongo, Maria Procopio, Monica Di Guido, Concetta Acone, Antonio Procopio.
Il Rione Amicizia è un quartiere di Napoli da tempo sotto il controllo del clan Bosti-Contini. L’occupazione abusiva di case popolari è un problema diffuso in molte zone della città, e rappresenta un segno tangibile della presenza e del potere della criminalità organizzata.
Le istituzioni stanno lavorando per contrastare questo fenomeno, ma la lotta è difficile e complessa. Sono necessari interventi a livello sociale, economico e culturale per sradicare la criminalità organizzata dai quartieri di Napoli.
(nella foto le case popolari del rione amicizia e nei riquadri il boss Patrizio Bosti, la moglie Rita Aieta e la figlia Flora Bosti)
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