Kata scomparsa, le tracce di sangue non sono sue: cosa è successo davvero? I filmati e le cause del rapimento: ecco cosa sappiamo
A sette mesi dalla misteriosa sparizione della piccola Kata dall’ex Hotel Astor di Firenze, una foto scattata su un autobus potrebbe rappresentare una svolta decisiva. Katherine Alvarez, la madre di Kata, ha identificato la figlia in questa immagine, riaccese così le speranze e fornisce una nuova pista agli investigatori.
La vicenda, che ha attirato l’attenzione nazionale, è stata dettagliatamente riportata dalla trasmissione “Quarto Grado” di Rete4.
I Carabinieri di Firenze, nel corso delle indagini sulla scomparsa della bambina di cinque anni avvenuta il 10 giugno scorso, hanno presentato a Katherine Alvarez una foto scattata su un autobus cittadino. La donna ha riconosciuto nella foto le fattezze di sua figlia, in particolare gli occhi e il naso. Questi dettagli potrebbero costituire una svolta nelle indagini.
In seguito a questo fondamentale riscontro, gli inquirenti stanno cercando di acquisire ulteriori immagini della bambina fotografata per confrontarle con quelle di Kata. L’obiettivo è verificare l’autenticità dell’identificazione e procedere nelle indagini, finora incentrate sui conflitti tra bande legate al racket degli affitti degli occupanti dell’ex Hotel Astor, dove Kata viveva prima della sua scomparsa.
Recenti sviluppi hanno introdotto nuove ipotesi sul caso. Secondo quanto riportato dall’edizione fiorentina di Repubblica, Kata potrebbe essere stata vittima di una ritorsione legata a un abuso sessuale commesso da qualcuno vicino alla sua famiglia. Questa teoria, se confermata, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi, offrendo una spiegazione alternativa alla scomparsa della bambina.
Le indagini si sono estese anche al contesto familiare di Kata. Recentemente, due zii della bambina, sia da parte materna che paterna, sono stati interrogati dalla procura. Anche se non sono emersi elementi decisivi, questa linea di indagine dimostra la volontà degli investigatori di esplorare ogni possibile pista.
La storia di Kata, che ha suscitato grande emozione e attenzione in tutta Italia, potrebbe ora vedere una svolta grazie a una semplice fotografia. Questo nuovo elemento potrebbe non solo riaprire il caso ma anche portare a una risoluzione, offrendo speranza alla famiglia e agli inquirenti nella ricerca della verità.
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