La pizza e Marinella, l'altra Napoli del presidente
La Napoli degli studi giovanili, quella del liceo Umberto, e quella degli amici di sempre come Umberto Ranieri e il compianto Maurizio Valenzi, quella dei musei e delle istituzioni, ma anche quella delle tradizioni e delle tipicità, dalla tazzina di caffè al Gambrinus alle piccole opere d’arte targate San Gregorio Armeno.
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Giorgio Napolitano, nei suoi nove anni da Capo dello Stato, nel seguire le sorti della sua città non ha mancato mai di ritagliarsi uno spazio per le eccellenze del territorio, piccoli piaceri della tavola o creazioni di rara bellezza sinonimo di made in Italy nel Mondo.
E non ha mai rinunciato a uno dei marchi storici della napoletanità, le cravatte di Marinella. Al punto da essersi più volte definito ‘un vero testimonial’ dell’azienda con sede alla Riviera di Chiaia.
”Disse proprio cosi’ – racconta Maurizio Marinella – facendomi notare che era stato cliente di tre generazioni, mio nonno, mio padre ed io”. Cravatte a sfondo blu e bordeaux le preferite dal Presidente, sempre molto rigoroso nelle sue scelte.
”Da quando divenne Presidente è venuto un po’ di meno ma in occasione del nostro centenario ci ha fatto visita e si è intrattenuto a lungo con noi riservandoci parole molto toccanti con una lettera bellissima in cui riconosceva al nostro marchio il merito di trasmettere nel mondo il lato migliore di Napoli”.
Se il caffè è quello del Gambrinus, per la pizza Napolitano si rivolgeva ad Alfredo Forgione, da 40 anni maestro pizzaiolo da lui insignito della nomina di cavaliere del lavoro. ”Era mio cliente già negli anni ’90 – ricorda Forgione – quando lavoravo da Ciro a Mergellina e lo è tuttora che mi sono trasferito sul lungomare da ‘Fresco’.
Piu’ volte gli ho fatto recapitare le mie pizze a Villa Rosebery durante i suoi soggiorni napoletani, ma l’ultima volta che mi ha scritto mi aveva promesso una visita”.
Nella galleria delle tradizioni non potevano mancare i presepi di San Gregorio Armeno, la celebre strada dei pastori, dove si ricorda una visita della signora Clio e dove Genny Di Virgilio stava lavorando a una nuova statuina. Quella del Presidente che si congeda dal Quirinale con un cenno della mano. Congedo che avvenne invece ben due anni più tardi quando Napolitano, dopo esser stato rieletto al Quirinale, si dimise dal suo secondo mandato per i limiti impostigli dall’età avanzata.
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