Tra assoluzioni confermate e prescrizioni riconosciute, si è concluso senza responsabili il processo in appello per i lavori di riqualificazione dello storico Palazzo Teti Maffuccini di Santa Maria Capua Vetere – vi dimorò Garibaldi nel 1860 – e per quelli relativi al collettore fognario del Comune di Grazzanise.
Punti Chiave Articolo
Entrambe le opere, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli erano finite, dietro il pagamento di tangenti ad amministratori pubblici (Palazzo Teti), ad aziende riconducibili al clan dei Casalesi, in particolare alle fazioni guidate da Michele Zagaria e dalla famiglia Schiavone.
La Corte d’Appello di Napoli, contrariamente alle richieste di inasprimento di pena rispetto al primo grado avanzate dalla Procura Generale, ha infatti emesso sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro.
Stesso provvedimento anche per il dirigente comunale Roberto Di Tommaso, il costruttore Guglielmo La Regina, e soprattutto per l’imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto dalla Dda il trait d’union tra il clan dei Casalesi e i colletti bianchi.
Un Mondiale extra large, con la partecipazione di 64 squadre, è un'ipotesi che non convince… Leggi tutto
Gabriele Gravina è stato nominato primo vice presidente della Uefa: la designazione è arrivata oggi… Leggi tutto
LUCIO CORSI INFUOCA L’ITALIA! Il “Club Tour 2025” parte il 10 aprile da Perugia e… Leggi tutto
Ramon Montagner, considerato uno dei batteristi più straordinari al mondo, ha recentemente ricevuto il prestigioso… Leggi tutto
Napoli - Si è tenuta oggi, presso la Prefettura di Napoli, una riunione cruciale della… Leggi tutto
Il pubblico l’ha già potuta apprezzare nel cast della quinta stagione di Mare Fuori, la… Leggi tutto