Torre Annunziata, il professor Pellegrino Reibaldi mentre viene portato via dai carabinieri
Torre Annunziata. Uccide la badante a colpi di pistola: in stato di fermo ex professore di matematica.
E’ in stato di fermo Pellegrino Reibaldi, l’ex prof del Liceo classico Benedetto Croce di Torre Annunziata che oggi pomeriggio, verso le 14 ha ucciso con diversi colpi di pistola Maria, una donna di origini ucraine di 67 anni, che da alcuni mesi lavorava come badante presso la famiglia Reibaldi, prendendosi cura dell’uomo che l’ha uccisa e della sorella di 83 anni.
Reibaldi, 81 anni, è stato disarmato dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che sono giunti nell’appartamento al decimo piano di via Gambardella subito dopo il femminicidio.
Secondo quanto ricostruito dai militari l’uomo da tempo aveva dissidi – almeno questo è quello che ha raccontato il professore in pensione durante l’interrogatorio – con la badante sulle modalità con le quali la congiunta veniva assistita.
Dissidi che – secondo quanto raccontato da Reibaldi – erano diventate frequenti negli ultimi tempi. Oggi, dopo l’ennesimo litigio Pellegrino Reibaldi ha armato la pistola che deteneva regolarmente ed ha esploso diversi colpi contro la donna uccidendola sul colpo.
Reibaldi è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, il fascicolo è affidato al pm Andreana Ambrosino della Procura di Torre Annunziata che ha già disposto le perizie tecniche e l’autopsia sulla salma della povera vittima.
Pellegrino Reibaldi si è lasciato ammanettare e portare in caserma ed ha sostanzialmente ammesso ogni addebito. La sua uscita dal palazzo di via Gambardella è stata accompagnata dalle urla di disprezzo di una donna che conosceva la povera vittima.
Sconcerto tra i vicini di casa per quanto accaduto. L’ex prof di matematica di origini pugliesi che da anni abita a Torre Annunziata è descritto come una persona taciturna con pochi legami con gli stessi condomini. Mai una parola, mai un saluto. “Prima del Covid – dice una vicina che ha sentito gli spari – spesso salivamo insieme in ascensore, io mi fermavo al settimo piano, lui proseguiva per il decimo. Ma non ha mai detto una parola. Sempre silenzioso”.
Un gesto quello di Pellegrino Reibaldi senza nessuna spiegazione apparente, neppure quella dei dissidi per la cura della sorella, è una giustificazione comprensibile per l’ennesimo femminicidio che si è consumato oggi a Torre Annunziata.
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