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Il pentito Carra: “Imperiale e il socio volevano comprare il calcio Napoli”

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Voleva pagare un passaporto con la cittadinanza a Trinidad e Tobago pagandolo fino  a 150mila dollari ma la sua disponibilità economica era talmente elevata da voler addirittura compare il Napoli Calcio.

Soldi, tanti. E la facilita’ di spostarli da una parte all’altra del mondo per ‘ripulirli’ con un click. Per questo motivo Raffaele Imperiale, il narcotrafficante con legami con le mafie di tutto il mondo che aveva ‘investito’ in due Van Gogh rubati, era pronto anche a comprare il Napoli. “Hanno una disponibilita’ economica pazzesca Cerrone e Imperiale, volevano anche comprare la societa’ Napoli Calcio”, racconta ai pm un collaboratore di giustizia. Imperiale e Mario Cerrone sono in carcere per l’accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di droga, il primo a Dubai in attesa di estradizione.

Lelluccio Ferrarelle o meglio Lelluccio Di Ponte Persica il quartiere di origine della sua sua città ovvero Castellammare di Stabia voleva seguire le orme del padre Ludovico, noto costruttore della zona stabiese che negli anni Ottanta diventò il presidente della squadra di calcio della Juve Stabia in serie D portando sulla panchina delle Vespe stabiesi nientedimeno che un campione come Lido Vieri, ex portiere dell’Inter degli anni d’oro.

Il verbale e’ del 20 gennaio di quest’anno, firmato da Gennaro Carra, genero di Salvatore Cutolo, boss del Rione Traiano, quartiere occidentale di Napoli, “Ho conosciuto Imperiale grazie a Mario Cerrone, nel 2006, nel corso di un incontro a casa del suocero Cerrone – dice Carra – i rapporti di amicizia tra Imperiale, Cerrone e il suocero di Carra iniziarono quell’anno e furono cementati da un regalo. Imperiale e Cerrone regalarono a mio suocero, Cutolo Salvatore, una pistola Glock a mitraglietta in segno di rispetto come capo del Rione Traiano”. Queste dichiarazioni sono datate 16 marzo scorso.

“Aveva rapporti diretti in Sud America, loro dicevano che avevano navi con container, prima con scalo in Spagna e poi in Olanda e da li’ con camion di import export del mercato dei fiori di Pompei”, aggiunge.

Un boss capace di determinare le sorti della camorra allargando e chiudendo i rubinetti della cocaina da Dubai, capace di utilizzare le piu’ sofisticate tecnologie, sicuramente il primo boss globalizzato e delocalizzato della storia criminale in rapporti con le principali organizzazioni malavitose del mondo.

Ma, anche, un fine investitore: e’ questo, in sostanza, secondo la Procura di Napoli, l’identikit di Raffaele Imperiale, il narcotrafficante internazionale che si trova in stato di arresto nella “sua” Dubai e per il quale e’ stata inoltrata una richiesta di estradizione. Dalle intercettazioni agli atti, che hanno consentito agli inquirenti della DDA di scoprire che Imperiale e il suo socio Mario Cerrone sono proprietari delle quote societarie della AA Investments & Development LLC di Dubai, e’ emerso anche che “o’ parente” (cosi’ tra gli scissionisti degli Amato Pagano e’ conosciuto Imperiale, ndr), nella veste di facoltoso imprenditore italiano, aveva dato addirittura incarico all’architetto iracheno naturalizzato britannico di fama mondiale Zaha Hadid di realizzare a Dubai dieci ville del valore di 20 milioni di dollari ciascuna.

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Insieme con Cerrone Imperiale e’ destinatario di una misura cautelare in carcere emessa per l’accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso emessa dalla gip di Napoli su richiesta della Procura che ha ottenuto anche il sequestro delle quote di quella societa’, ora inserita nella lunga lista di asset localizzati anche in Spagna e nell’isola di Man (Regno Unito), finalizzati alla confisca, come accaduto ai famosissimi due quadri di Van Gogh, “La spiaggia di Scheveningen” e “L’uscita dalla chiesa protestante di Nuen”, sequestrati il 19 settembre 2016 in una villa del Napoletano e restituiti al Museo e all’Olanda il 19 gennaio 2016.

In un’altra intercettazione, inoltre, emerge la volonta’ da parte di Imperiale di munirsi di un passaporto dello stato sud americano di Trinidad e Tobago per il quale era disposto a pagare 150mila dollari. Un espediente per poter sfuggire alle forze di polizia internazionali che pero’ lo hanno arrestato all’inizio dello scorso agosto negli Emirati Arabi Uniti.

(nella foto Raffaele Imperiale al momento del suo arresto nella sua villa Dubai, avvenuto nel mese di agosto)


Articolo pubblicato il giorno 7 Ottobre 2021 - 19:34


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