Uccise la ex moglie dalla quale si stava separando: confessa l’omicidio dinanzi ai giudici della prima Corte d’Assise del Tribunale di Napoli, Giuseppe Pippotto Iacomino, l’uomo accusato di omicidio volontario e premeditato per il delitto avvenuto tra il 12 e il 13 marzo scorso nel quartiere Arenaccia di Napoli.
Ornella Pinto, 39 anni, fu trovata dai familiari in una pozza di sangue e trasportata in ospedale dove i medici tentarono invano di salvarla. Quindici coltellate devastanti la condussero alla morte.
Stamane Iacomino che quella notte, intorno alle 4 del mattino, dopo l’aggressione scappò a Terni e si costituì ai carabinieri ha confessato nuovamente il delitto, una decisione che potrebbe evitargli l’ergastolo qualora i giudici credano alla sua versione e cioè che quel delitto non era premeditato.
Uccise Ornella Pinto e scappò, Iacomino confessa al processo
Iacomino ha infatti sostenuto in aula che agì in preda ad un raptus e non come sostiene l’accusa con fredda premeditazione, colpendo la ex a sangue freddo o nel sonno. Pippotto Iacomino ha aggiunto di non avere portato con sè il coltello, ma di averne utilizzato uno che era in casa, in cucina. Dopo aver pugnalato a morte la compagna dalla quale si stava separando, guidò per oltre 300 chilometri prima di consegnarsi ai carabinieri di Terni. Lascò in casa la donna agonizzante e il loro figlioletto di 4 anni.
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Il pm Raffaello Falcone, titolare delle indagini sulle cosiddette fasce deboli, nel chiedere il giudizio immediato per Iacomino, a maggio scorso, ha sostenuto che che l’uomo aveva premeditato il delitto portando con sè il coltello. Non al culmine di una lite e in preda ad un raptus così come ha sostenuto l’imputato sia nella prima confessione che in aula questa mattina.
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Dunque, per la procura di trattò di un omicidio premeditato e compiuto con ferocia, nonostante in casa vi fosse il figlioletto della coppia. La maestra Ornella Pinto fu uccisa con 15 coltellate colpita nel sonno o comunque a sangue freddo con premeditazione.
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