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Il sindaco di Casal di Principe Renato Natale è stato destinatario di minacce sui social network a seguito delle vicende relative alle demolizioni di abitazioni abusive con sentenza definitiva di abbattimento. Intimidazioni che non sono arrivate da parte delle due famiglie interessate dagli ultimi abbattimenti. Nell’ultimo consiglio comunale di venerdì, sia la maggioranza che l’opposizione ha condannato duramente questi episodi, ricordando l’inutilità delle parole in momenti in cui deve essere data priorità ai fatti.
“Una delle due demolizioni ordinate dalla Procura vede purtroppo coinvolti due nuclei familiari con minori – ha spiegato il sindaco – Da quando ci è stata comunicata dalla Procura la disposizione per lo sgombero dello stabile con successiva demolizione, abbiamo lavorato incessantemente per trovare una soluzione abitativa adeguata, predisponendo anche una manifestazione di interesse pubblica, per la ricerca di due appartamenti con fitto a carico dell’Ente, manifestazione andata però deserta. In più occasioni ho fatto presente alle autorità competenti le enormi difficoltà che esistevano per dare alloggio idonea ai due nuclei familiari in tempi così brevi sottolineando anche il rischio di esporre le due famiglie, ed in particolare i 4 bambini, ad una più grave fragilità sociale. Dopo una nostra prima richiesta di rinvio la Procura aveva concesso 15 giorni di proroga del provvedimento ridefinendo come data per l’esecuzione il 13 aprile”.
“Nel frattempo, oltre al nostro avviso pubblico, è stata attivata, per la ricerca di soluzioni alloggiative, tutta la rete del privato sociale fra cui la Diocesi, le Caritas, le parrocchie, ed altre organizzazioni di volontariato del territorio; è stata anche sollecitata l’Agenzia dei Beni Confiscati ad accelerare i tempi di consegna di bue beni confiscati alla camorra che, a nostro avviso, potrebbero essere usati come social housing. Ma – continua Natale – purtroppo quasi a scadenza delle due settimane concesse di proroga, non si era raggiunto alcun risultato. Per questo motivo il giorno 8 aprile ho inviato nota alla Procura, in cui ho relazionato minuziosamente quanto si stava facendo, ma che tutto lasciava trasparire l’impossibilità di trovare concrete soluzioni abitative per il 13 aprile, giorno previsto per la demolizione. Contestualmente alla mia nota in Procura, chiedevo al presidente del Consiglio di convocare con urgenza il consiglio comunale per informare tutti sullo stato dei fatti e sul rischio concreto che il giorno 13 aprile due famiglie si sarebbero potuto trovare senza casa. Ma con mio immenso piacere a poche ora dal Consiglio ci giunge da parte della Procura una nuova proroga di 45 giorni. Ovviamente ho personalmente provveduto ad informarne le due famiglie. Nella stessa giornata del 9 aprile ho provveduto ad inviare alla Procura della Repubblica il nostro ringraziamento per l’attenzione, la disponibilità e la sensibilità dimostrata in una vicenda dai delicati risvolti umani. Ora comincia un’altra fase, durante la quale vanno comunque trovate soluzioni idonee, ma con più fiducia avendo più tempo a disposizione”.
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