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Napoli, parcheggi abusivi controllati dai clan. Fuorigrotta: le confessioni dell’ex uomo di punta del clan Cutolo hanno portato agli arresti del boss Iadonisi

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Napoli, parcheggi abusivi controllati dai clan. Guerra per il controllo di Fuorigrotta, le confessioni dell’ex uomo di punta del clan Cutolo hanno portato agli arresti del boss Iadonisi. Borrelli: “Lo denunciamo da sempre ed è per questo che dobbiamo mettere fine al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, pagare loro significa sostenere la camorra che da questo business ricava 100 milioni l’anno.”

La gestione dei parcheggi abusivi nel napoletano, in alcune aree più critiche, è sotto il controllo dei clan di camorra, come ha anche sempre denunciato il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

Il controllo diretto della camorra nel business dei parcheggi abusivi fa sì che vi siano alcune aree off-limits per chi vorrebbe sostare regolarmente e che gli abusivi della sosta ricorrano ad un modus operandi tipico della criminalità organizzata per riscuotere il racket del parcheggio: minacce, violenze, ricatti e ritorsioni.

A Napoli tra le aree più critiche vi è sicuramente quella di Fuorigrotta nelle vicinanze dello Stadio, la più redditizia nella zona flegrea, tanto da ingolosire i clan e scatenare una guerra per il controllo. Come racconta Internapoli, il ras di via Campegna, legato al gruppo Zazo, progettò di prendere il controllo della zona scacciando i Pulcinelli-Petrone del Rione Traiano, i quali però meditarono vendetta progettando l’omicidio.

A raccontare i dettagli delle tensioni per il controllo dell’area di Fuorigrotta fu nel 2019 Gennaro Carra, ex uomo di punta del clan Cutolo di via Catone, divenuto collaboratore di giustizia. Carra ha raccontato dell’intenzione di Marco Zazo, trafficante di cocaina, di impossessarsi del territorio subentrando ai Iadonisi-Cesi, che all’epoca gestivano il business dei parcheggi abusivi. Inoltre Zazo avrebbe rifornito una piazza di spaccio appartenente ai Puccinelli e gestita da Arturo Equabile, legato al clan del Rione Traiano.

Le dichiarazioni di Carra agli inquirenti hanno portato agli inizi dello scorso novembre all’arresto del boss Francesco Iadonisi e di suo genero Flavio di Lorenzo per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Adesso sono emersi anche i verbali che hanno permesso alla Magistratura di procedere agli arresti.

Altra area a rischio, sempre a Napoli, è quella a Via Marina dove, come racconta NanoTv, un uomo dopo essersi rifiutato di pagare il parcheggiatore abusivo, ha trovato, al suo ritorno, l’auto rigata.

“Che gran parte dei parcheggiatori abusivi siano controllati dai clan non è per noi una novità, lo denunciamo da sempre, è per questo che li combattiamo con tutte le forze. Non si tratta di poveri padri di famiglia che cercano di portare il pane a casa come vogliono far credere, qui si tratta di criminali che fanno dei mega incassi. La camorra gestisce le aree di sosta come fa con le piazze di spaccio, si tratta oramai di proventi annui che si aggirano sui 100 milioni con incassi giornalieri anche 2/3 mila euro a testa nelle zone e nei periodi più redditizi.

Per estirpare questo fenomeno occorre una collaborazione tra forze dell’ordine, che devono dar luogo a controlli capillari sempre più continui, e i cittadini, che non devono sottostare ai parcheggiatori abusivi ma devono aiutare a denunciarli sempre. Cedere al ricatto dei parcheggiatori abusivi e pagarli vuol dire contribuire alla crescita economica della camorra, già sin troppo ricca e potente. Non dimentichiamo che in diversi casi i parcheggiatori sono anche spacciatori o sentinelle dei clan”- dichiara il Consigliere Borrelli.


Articolo pubblicato il giorno 10 Dicembre 2020 - 13:35


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