E’ guerra aperta tra il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, e un gruppo di genitori che chiedono la riapertura delle scuole d’infanzia fino alla seconda elementare. Questi ultimi, otto genitori, hanno vinto il primo round davanti al Tar della Campania che ha bocciato l’ordinanza dell’8 ottobre scorso con la quale il sindaco disponeva la chiusura fino al 22 dicembre.
Il decreto con il quale il presidente Leonardo Pasanisi, in forma monocratica e inappellabile, ha ravvisato vizi di legittimità di “eccezionale gravita'” contenuti nell’ordinanza, è rimasto però lettera morta. Nella giornata di ieri il sindaco Festa ha firmato una nuova ordinanza con la quale conferma la chiusura delle scuole alla luce, in primo luogo, della situazione sanitaria: dal 16 novembre all’11 dicembre la percentuale dei contagi rispetto ai tamponi effettuati è passata dal 6% all’11,5%, in forte controtendenza con il resto della Campania.
Festa ha anche sottolineato un certo numero di docenti contagiati e di altri posti in quarantena che sconsigliano precauzionalmente la riapertura delle scuole. In questo è sostenuto da un fronte largamente maggioritario di dirigenti scolastici, insegnanti e famiglie ma non dai genitori che hanno dato vita al comitato spontaneo “Riaprire le scuole”. Hanno scritto al presidente Sergio Mattarella, al presidente della Corte Costituzionale e al governo, chiedendo interventi adeguati rispetto “al comportamento sprezzante del sindaco” nei confronti delle leggi che regolano lo Stato di diritto.
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