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Caserta, mascherine e termoscanner illegali: denunciati 10 grossisti, sequestro di oltre un milione di mascherine

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Caserta. Dieci grossisti denunciati e sequestro di oltre 1,2 milioni di mascherine Ffp2/Kn95, 64mila Ffp3 con certificazioni false e marchio Ce contraffatto e 565 termoscanner non certificati. E’ il bilancio dell’operazione “Respiro corto” condotta dai finanzieri delle Compagnie di Caserta e Marcianise.

A San Marco Evangelista sono state sequestrate 900mila mascherine con marchio Ce falso partendo da un primo controllo presso un grossista di articoli da ferramenta dove sono stati rinvenuti numerosi pacchi contenenti complessivamente oltre 132.500 mascherine di provenienza cinese.

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Merce acquistata da un importatore improvvisato di Palma Campania (Napoli) dove sono state rinvenute altre 556mila mascherine acquistate per lo più da una società con sede in Ungheria, ma provenienti direttamente dalla Cina, con marchio Ce contraffatto. Sono state, così, eseguite numerose perquisizioni nelle province di Napoli, Roma e Modena presso diversi acquirenti finali delle mascherine già distribuite al dettaglio. Presso un corriere espresso di Arzano sono state intercettate presso altre due spedizioni di mascherine analoghe provenienti direttamente dalla Cina e destinate al mercato nazionale. Contemporaneamente, la Compagnia di Caserta ha eseguito una serie di sequestri che hanno consentito di togliere dal mercato oltre 375mila maschere Ffp2 e Ffp3: tutte in arrivo direttamente dalla Cina.

Presso un ingrosso di articoli di elettronica di Casoria sono state rinvenute circa 21mila mascherine Ffp2 con marchio Ce falsificato e accompagnate da una certificazione altrettanto falsa rilasciata da un ente non accreditato. Sono stati, inoltre, sequestrati 565 termo-scanner sprovvisti del regolare marchio Ce previsto per questi dispositivi medici. Un importatore con uffici a Napoli e deposito a Casoria, attivo nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, con consolidati rapporti commerciali con l’Estremo oriente, soltanto nell’ultimo mese aveva importato dalla Cina 300mila mascherine che aveva poi rivenduto su tutto il territorio nazionale e in particolare sul mercato campano. Nel suo magazzino sono stati rinvenuti oltre 221mila dispositivi di protezione individuale, accompagnati da certificazioni di conformità che, sebbene fossero state rilasciate da enti abilitati, facevano riferimento ad altra tipologia di prodotto, sia con riguardo al produttore che al modello. Presso un altro importatore, con sede a San Prisco, in un deposito della società, attiva nel settore del commercio di elettrodomestici ed elettronica, erano immagazzinate circa 133mila mascherine Ffp2 e Ffp3 scortate da certificazioni autentiche, ma riferibili a dispositivi di altra natura. In questa sono state sottoposte a sequestro anche circa 800 etichette con informazioni ingannevoli.


Articolo pubblicato il giorno 25 Maggio 2020 - 10:30

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