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60 anni fa il debutto di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’

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“Scusa Ameri, sono Ciotti” o “Clamoroso al Cibali” sono alcune delle frasi piu’ celebri nate all’interno di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ e che sono entrate nel lessico di tutti i giorni. La celebre trasmissione radiofonica compie oggi 60 anni: era il 10 gennaio 1960 e nel primo pomeriggio di domenica prese ufficialmente il via uno dei programmi sportivi piu’ importanti della radio italiana. Nasceva, negli studi Rai di Milano, ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, forse il piu’ importante perche’ ha attraversato generazioni, ha resistito ai cambiamenti e ha accompagnato l’evoluzione della storia sportiva e sociale d’Italia diventando il programma piu’ longevo dell’etere italiano. Quella domenica 10 gennaio di sessant’anni fa Roberto Bortoluzzi salutava i radioascoltatori dallo studio centrale e dava il via a ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, trasmissione ideata alcuni mesi prima dallo stesso Bortoluzzi insieme a Sergio Zavoli, Giorgio Boriani e Guglielmo Moretti. Le partite trasmesse in quella prima puntata del 1960 furono cinque: il mitico Nicolo’ Carosio sul campo principale per Milan-Juventus, Piero Pasini seguiva Bologna-Napoli, Enrico Ameri per Roma-Vicenza, Amerigo Gomez per Fiorentina-Sampdoria e Nico Sapio per Genoa-Spal. Stasera Rai Radio1 celebrera’ l’anniversario con una grande festa (‘Buon compleanno Tutto il calcio. Una storia lunga 60 anni’) che si terra’ dalla sala A degli studi Rai di via Asiago 10 in Roma dalle 21:00 alle 23:30. Con Filippo Corsini al microfono, affiancato da Savino Zaba e da Ludovica Mantovani, presidente del Consiglio direttivo della divisione Calcio Femminile della Figc, verra’ ripercorsa la storia del programma attraverso le voci dei conduttori e dei radiocronisti piu’ celebri, ed ancora, l’intervento dei protagonisti, degli addetti ai lavori, di calciatori, allenatori e dirigenti del calcio italiano e anche con un po’ di musica, alternando le storie di calcio con le voci piu’ importanti del panorama musicale italiano. Durante un suo recente intervento al Premio nazionale di calcio MM7 dedicato a Mario Mariozzi, grande ala destra degli anni 50/60, poi allenatore e direttore sportivo di diverse squadre laziali, Cucchi ha spiegato lo spirito della redazione di ‘Tutto il calcio’: “Le parole servono e tanto se si raccontano le partite alla radio, perche’ il nostro ruolo e’ di far si’ che chi e’ in ascolto si ricostruisca, nella propria fantasia, le immagini che la radio non ha”. E i radiocronisti che hanno fatto la storia di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, da Enrico Ameri a Sandro Ciotti e Riccardo Cucchi di questo sono stati maestri assoluti. Oggi le cose vanno diversamente e, con l’avvento della tv, e’ cambiato anche il modo di commentare le partite. “Ho l’impressione che nella cronaca calcistica contemporanea vogliano trasmetterci, piu’ che emozioni, ansia – ha aggiunto Cucchi – credo siano troppo ansiogene. In fondo, in televisione non servono tante parole: e’ inutile dire ‘Del Piero scatta sulla fascia e si porta verso il fondo’… lo vediamo con i nostri occhi”. “Aggiungo un altro elemento che non mi convince fino in fondo – ha continuato – ed e’ quello di alzare i toni convinti che l’urlo sia di per se’ emozione. L’urlo di per se’ non e’ emozione. L’emozione e’ quella vera che si senta entrando in uno stadio, e’ la capacita’ di chi racconta di trasmettere la propria autentica emozione”.


Articolo pubblicato il giorno 10 Gennaio 2020 - 17:08

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