Castellammare. Resta in carcere l’imprenditore Adolfo Greco, arrestato due giorni fa su ordine della Dda di Napoli accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Assistito dagli avvocati Giuseppe Maiello e Michele Riggi si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Se ne riparlerà al Riesame. Ci vorrà il tempo per studiare la strategia difensiva e ribattere alle accuse del gip Tommaso Perrella che nelle oltre 200 pagine dell’ordinanza cautelare traccia un quadro abbastanza pesante nei suoi confronti. E’ lui la figura principale dell’inchiesta che con l’operazione Olimpo ha portato in carcere altre 8 persone (altri due, i boss Raffaele Afeltra e Antonio Di Martino sono latitanti) mentre 4 sono ai domiciliari e tra questi Teresa Martone, vedova del defunto padrino della camorra stabiese, Michele D’Alessandro. Tutti gli arrestati compreso quelli ai domiciliari si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. E mentre continua la caccia ai due latitanti l’inchiesta va avanti. E si profilano nuove accuse per Greco nella cui abitazione di via Tavernola la polizia ha recuperato ben due milioni e mezzo di euro in contanti nascosti in una parete in cucina. Perché tutti quei contanti in casa? A cosa servivano? Gli investigatori che avevano piazzato una cimice nella sua abitazione oltre che nella sua auto e nel suo ufficio in via Varo stanno mettendo insieme altri elementi di accusa. Si ha l’impressione che ci sarà un prosieguo anche alla luce di quello che emerge dalle intercettazioni.
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