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Si indaga sul rogo alla Lea: è giallo sui sigilli rimossi. Il consigliere regionale dei verdi: “Militarizzare tutti i depositi di rifiuti”

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Si indaga sulle cause del rogo di rifiuti all’interno dell’azienda Lea di Marcianise. L’incendio che è deflagrato nel corso della scorsa notte provocando una vera e propria bomba ecologica che in queste ore, con la complicità dei venti, sta facendo sentire i propri effetti anche su Caserta e Casagiove, dove l’aria è pregna dell’acre odore di bruciato.Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco del comando provinciale di Caserta e di Napoli che hanno lavorato quasi tutta la giornata per avere ragione delle fiamme. Nella zona Asi di Marcianise, dove si trova lo stabilimento Lea, anche i carabinieri e la guardia di finanza, che solo un paio di settimane fa, su disposizione della Procura, aveva eseguito il sequestro dell’azienda per la gestione oltre i limiti dei rifiuti stoccati nell’impianto e la presenza di percolato, con conseguente rischio per la salute.
Al momento si cerca di capire come possa essere deflagrato un rogo all’interno di un sito di fatto chiuso dalla magistratura. Il giallo è tutto sui sigilli che di certo sono stati rimossi. Da chiarire se qualcuno abbia li tolti per introdursi all’interno ed appiccare le fiamme o se siano stati gli stessi vigili del fuoco a rimuovere i sigilli per spegnere l’incendio. Intanto sono attesi per la giornata di domani i dati sui rilievi di Asl ed Arpac cui seguiranno, se necessarie, le prescrizioni da adottare da parte del sindaco Antonello Velardi. Il primo cittadino è stato costantemente nella zona Asi nella giornata di oggi per far fronte a quello che appare come un vero e proprio disastro ambientale. Velardi ha invitato i cittadini di Marcianise, sia attraverso Facebook sia con un messaggio audio diramato alla popolazione, alla prudenza ed a chiudere porte e finestre per evitare di essere invasi dalla nube tossica. Sul rogo di Marcianise sono intervenuti anche i Verdi con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che ha sottolineato la necessità di “militarizzare tutti i depositi dei rifiuti perché pare evidente che potremmo essere di fronte a una strategia ben delineata tesa a creare il caos nella gestione dell’immondizia”.

Gustavo Gentile


Articolo pubblicato il giorno 27 Ottobre 2018 - 09:06

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