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Agguato fallito al giovane rapper: choc nell’Avellinese

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Agguato fallito al giovane rapper: choc nell’Avellinese. Federico Petrone, in arte Tsunami, è un rapper di Serino in provincia di Avellino piuttosto noto che ha rischiato di morire per un colpo di pistola. Dal racconto dei familiari del giovane emerge che solo per fatalità non è stato raggiunto da un proiettile alla nuca: l’arma usata si sarebbe infatti inceppata. “Credo che si sia trattato di un vero agguato” – ha raccontato al quotidiano il Mattino, l’avvocato Nobile Viviano, legale del ventunenne ferito martedì sera a Contrada. A sparare un diciottenne del posto. Alla base della vicenda la contrastata relazione sentimentale del cantante con la giovanissima sorella dell’aggressore.”A Federico è stata puntata la pistola alla testa. L’arma fortunatamente s’è inceppata. Secondo quello che mi dice la vittima, c’era tutta l’intenzione di uccidere”, aggiunge il legale di Federico. Il giovane rapper è stato colpito al braccio sinistro, all’altezza della spalla, a pochi centimetri dal cuore e dalla sua testimonianza emergono altri particolari, mentre la famiglia non nasconde timori: “Abbiamo paura – dice il papà, Nicola Petrone – Quel ragazzo è fuori e noi siamo qui. Non ci sta bene che il feritore non sia agli arresti”.

“Ha sparato ma la pistola si è inceppata – fa sapere Federico in una dichiarazione rilasciata a Ottavio Giordano per Telenostra -. Voleva uccidermi. E’ stato un agguato. Siamo scappati verso la macchina e lui ha sparato ancora. Lui voleva parlare con me per la sorella. Dopo che mi ha sparato mi ha inviato dei messaggi”. Federico è stato contattato su Facebook per avere il numero di telefono, poi l’accordo per vedersi a Contrada. Una discussione e subito l’aggressore ha puntato la pistola alla testa. Il feritore si sarebbe presentato all’incontro con altri ragazzi. “Credo una decina di persone, alcune delle quali già individuate – aggiunge il legale – Federico, invece, è stato accompagnato dal fratello e da un altro ragazzo”. Rispetto ai timori dei genitori della vittima, l’avvocato fa sapere di aver già informato la direzione sanitaria del Moscati per chiedere di “predisporre un presidio perché ho paura che qualcuno possa andare in ospedale”. Il ventunenne di Serino, ricoverato, dovrà sottoporsi ad un nuovo intervento. Le minacce nei suoi confronti sarebbero proseguite anche dopo il ferimento.




“Ci sono degli audio dove si sentono le voci dell’aggressore e di altri. Audio del tipo: “Ti facciamo vedere noi che siamo di Contrada. A Federico è stata anche danneggiata l’auto”, aggiunge ancora Nobile Viviano. Le indagini sono in corso e proseguono serrate. Sono condotte dalla Squadra Mobile e dalla Compagnia Carabinieri di Baiano, coordinate dalla Procura di Avellino. Si sta ricostruendo la dinamica dei fatti, anche attraverso le dichiarazioni e le testimonianze. Approfondimenti anche sul movente della lite, la presunta gelosia per la relazione tra la vittima e la sorella dell’aggressore. Una relazione contrastata e cominciata meno di un mese fa. Il feritore, che si è dimostrato subito collaborativo con agenti e militari, è stato denunciato in stato di libertà per lesioni personali aggravate, porto abusivo di pistola e spari in luogo pubblico. Deferito per l’omessa custodia anche il papà, che deteneva legalmente l’arma.

 

 


Articolo pubblicato il giorno 12 Gennaio 2018 - 15:25



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