La crisi in Iran può svilupparsi in tre modi: escalation militare regionale con colpi alle infrastrutture energetiche; conflitto limitato fatto di raid e ritorsioni mirate; oppure de‑escalation attraverso vie diplomatiche. Ogni esito produce effetti diversi sui mercati: rischio di offerta petrolifera e pressioni inflazionistiche, maggiore volatilità azionaria, rafforzamento degli asset rifugio come oro e titoli di Stato, e movimenti significativi su valute e flussi di capitale.